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BONINO: BENE RUTELLI, LA LINEA DEL POLO SU ISRAELE VA DIFESA

Il Corriere della Sera - 15 febbraio 2006 L'esponente della Rosa nel Pugno: da Francesco parole chiare anche su Hamas. di Gianna Fregonara ROMA - Finalmente Emma Bonino è contenta per qualche cosa che succede nel centrosinistra. E a darle soddisfazione è quel Francesco Rutelli che invece l'aveva innervosita con le sue posizioni su Pacs e scuola privata tanto da farle abbandonare il vertice dell'Ulivo la settimana scorsa: «Francesco sostiene che l'Unione continuerà le buone relazioni con Israele avviate da Berlusconi. Bene, perchè noi della Rosa nel pugno, che siamo per l'ingresso di Israele nell'Unione Europa, la consideriamo una delle poche cose di politica estera in cui il centrodestra ha dato un segnale positivo». Meglio Berlusconi di Caruso e Ferrando? Avete sbagliato alleanza? «A questo proposito sono molto importanti le parole chiare di Rutelli su Hamas che invece generalmente gode di uno sconto preventivo nel centrosinistra. Ho sentito alcuni dei miei amici democratici arabi: sono rimasti esterefatti per le battute di Caruso su Hamas e Ferrando su Nassiriya. Con la globalizzazione non si possono dire stupidaggini, perché fanno il giro del mondo. Quanto al centrodestra: c'è stata un'evoluzione negli ultimi anni rispetto alle posizioni filoarabe della Dc, e Fini su Israele ha fatto passi molto importanti negli ultimi anni». Per adesso nell'Unione sulla linea continuista su Israele ci siete voi della Rosa nel Pugno e la Margherita. «Nel programma si parla ancora di due popoli e due stati, mentre già due mesi fa Fassino, almeno una volta, parlò di due popoli due democrazie. Quanto alla sinistra antagonista, è molto esaltata da Berlusconi che si è scelto Bertinotti come antagonista. Un bel segno di strapotere riuscire a imporre l'antagonista». Sul programma avete più in comune con Rutelli o con Bertinotti? «Viviamo in un Paese in cui essere liberali, filoccidentali e legalitari è qualcosa tra il peccato e il reato. E' chiaro che da Francesco mi divide un fossato profondo su laicità, e mi dispiace perché la laicità è un metodo di governo e di politica estera, non solo una questione di diritti civili. Su questioni come l'integrazione dei musulmani per esempio siamo distanti perchè io sono per integrarli come individui mentre Rutelli è a favore della consulta di Pisanu perchè pensa all'integrazione delle comunità. Un progetto che mi ricorda quello di Sarkozy». E Bertinotti? «Con la sinistra antagonista ho in comune le parole laiche più che le lotte. E niente altro». Massimo D'Alema l'altra sera ha detto che anche chi usa il fosforo bianco è un assassino... «Spero che gli sia sfuggito nella foga del dibattito. Stiamo calmi per favore, da un candidato alla Farnesina mi aspetto una visione più sfumata delle cose». La Rosa nel Pugno non ha contestato il programma di politica estera dell'Unione. Lo considerate soddisfacente? «Noi abbiamo partecipato, non per colpa nostra, solo alle ultime fasi della stesura e dunque non abbiamo potuto incidere molto. Il punto è che il programma è molto generico, una serie di affermazioni di principio come il multilateralismo, la difesa dell'Onu. Ma è una specie di atto di fede nella cooperazione multilaterale, dà una delega in bianco a organismi internazionali comatosi. Per quanto riguarda l'Onu non fa riferimento neppure all'Alleanza delle democrazie, che potrebbe contrastare l'organizzazione dei Paesi islamici e pilotare alcune candidature: per esempio evitando che il Sudan presieda la commissione Onu dei diritti umani...» Rapporti con gli Stati Uniti: il programma dice che vanno riequilibrati. Siete d'accordo? «Spero che significhi riequilibrati rispetto al passato della sinistra che certo non è mai stata filoamericana». Si fida dell'atlantismo di Prodi? «Altrimenti non so con chi voglia fare alleanze. C'è una parte di politica estera che mi sembra buona ed è quella che afferma la centralità del Mediterraneo. Anche se si poteva fare di più, magari spiegare che la priorità resta l'incoraggiamento alle democrazie e la promozione dei diritti civili».





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