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DOCUMENTARIO DEDICATO DA AL-JAZEERA ALLA LEADER RADICALE EMMA BONINO

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"NO AL FONDAMENTALISMO DI BONINO"

La Repubblica - 1 marzo 2006 di Giovanna Casadio “A Emma dico: se si candida per il Quirinale, questa volta non sarà l’unica donna”. Rosy Bindi si autocandida a sua volta. Non per provocazione, ma “per politica”. “Sono contenta se Emma Bonino va avanti, ma se c’è una donna che si propone per il Colle allora non può essere l’espressione di una minoranza del paese. Ci sarà anche il comitato per un’altra donna che ha a cuore la sintesi tra i valori laici e quelli cattolici”. E qui sta il punto, dal quale la paladina cattolica (e capolista in Friuli) dell’Ulivo di Prodi, parte all’attacco di Radicali-SDI. “E’ preoccupante il fondamentalismo laicista. La Rosa nel Pugno sbaglia perché rischia di lacerare il paese e di rendere un favore a Berlusconi e alla sua compagnia”.   Bonino propone di abrogare il Concordato, dopo che in Vaticano Jean-Marie Le Mené dell’Accademia della vita ha osservato che votare un politico che non lo difende è rendersi complici di un delitto. Non le sembra un’ingerenza, onorevole Bindi? “Non è una novità questa. Ma per favore non si risponda con la provocazione strumentale del Concordato. Non c’entra”.   Nel centro-sinistra sembra sempre più evidente la frattura tra laici e cattolici. “Veramente è il contrario: uno degli obiettivi dell’Ulivo è quello di realizzare la sintesi tra la sensibilità e la cultura dei cristiani, dei credenti e la cultura laica. La scommessa dell’Ulivo e del partito democratico è questa: l’incontro tra culture politiche e sensibilità diverse del nostro paese. E’ chiaro che l’Unione, ovvero il centro-sinistra nel suo complesso, è una coalizione ampia e articolata, ma raggiungere un equilibrio resta per noi uno degli impegni prioritari”.   Lei ha detto: evitiamo il bipolarismo etico. Ma la lacerazione tra laici e cattolici non è forse nei fatti? “In questo paese c’è il rischio della lacerazione tra laici e cattolici e tra diverse sensibilità etiche. C’è soprattutto in un momento in cui l’umanità si misura con i temi che toccano nel profondo la nostra esistenza. L’inizio e la fine della vita, l’amore, la relazione tra le persone, le frontiere della scienza”.   E le posizioni sono differenti a secondo che ci si ispiri ai richiami di Benedetto XVI sull’embrione e contro i PACS o si abbia un punto di vista laico? “Ma il compito della poliica non è quello di organizzarsi attorno a questa lacerazione, ma di superarla. Solo il fondamentalismo laicista fa campagna elettorale su questi temi”.   Meglio sarebbe se Radicali-SDI non si presentassero? “Io pur essendo ontraria all’ingresso dei Radicali nella coalizione, in Parlamento ho fatto parte della piccola pattuglia che hanno chiesto una legge per evitare che raccogliessero le firme per le liste. Però in un paese pluralista come il nostro, non credo che le loro esasperazioni siano utili. I Radicali accusano la chiesa e i cattolici in politica di non rispettare il valore della laicità, ma proprio loro non lo praticano. So bene che c’è una componente clerico-moderata che pensa di usare i valori cristiani senza fare la fatica di una mediazione. Mi riferisco al centro-destra e ad alcune tentazioni nel centro-sinistra. Però quelli della Rosa nel Pugno non facciano i portatori d’acqua ai teocon italiani alla Pera. Inoltre nell’Ulivo, i DS non insegnano la RNP: né la Margherita sia tentata di apparire l’interlocutore privilegiato delle gerarchie ecclesiastiche. Rutelli ha avuto il coraggio di candidare personalità cattoliche come Binetti e Bobba e questa è una ricchezza. Però la fatica deve essere sempre quella di fare una sintesi dentro l’Ulivo”.   Ma sui PACS si è trovata una sintesi ambigua? “E’ stato raggiunto un equilibrio e soprattutto il legislatore dichiara che non ignorerà più le unioni di fatto: un passo avanti importante”. Nella foto: Rosi Bindi, della Margherita.





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