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LA COMMEMORAZIONE DI BIAGI SCATENA POLEMICHE SU COFFERATI

La Stampa - 20 marzo 2006 Doppia cerimonia per rispettare la famiglia. A quattro anni dall'attentato mortale delle Br, la morte di Marco Biagi è ancora una ferita aperta: se la doppia commemorazione - una ufficiale anticipata di un giorno con le istituzioni e il sindaco, e una con la famiglia il 19 marzo, data dell’omicidio - aveva già provocato polemiche da parte dello Sdi-Rosa nel pugno, la giornata di sabato ha portato nuovi veleni. «Ho trovato agghiacciante il silenzio del sindaco di Bologna Sergio Cofferati, che alla cerimonia di ricordo di Marco Biagi non ha detto una parola in pubblico -ha attaccato Alessandra Servidori, amica della famiglia Biagi, durante il suo intervento a un convegno di commemorazione del giuslavorista ucciso —. Un silenzio che è stato interrotto solo a beneficio delle tv e per motivi di protagonismo personale». In realtà il sindaco di Bologna aveva affrontato la questione parlando del docente assassinato come di «una persona che i criminali delle Br hanno ucciso strappandola agli affetti della famiglia e al lavoro preziosissimo che stava facendo. Marco Biagi svolgeva funzioni di cerniera tra lo Stato e le rappresentanze economiche e sociali, dunque il suo era un lavoro molto delicato e importante. E' stato scelto come obiettivo, anche simbolico, da dei criminali. Credo sia necessario ricordarlo sempre, con il massimo di unità possibile». Un'unità che però nei fatti non c'è stata, se anche sabato il leader dello Sdi, Boselli, è tornato a criticare la scelta del sindaco di tenere distinte le cerimonie per lasciare la giornata del 19 al ricordo privato della famiglia: “Ho considerato un errore questa scelta perché l'uccisione di Biagi va ricordata nel giorno in cui è avvenuta”. Emma Bonino da parte sua ha difeso la Legge 30: «Marco Biagi era un servitore dello Stato, addebitare a una legge che porta il suo nome i disastri di questo paese è ingiusto». Ieri Cofferati non ha ribattuto alle accuse. Quanto alla vedova del professore, Marina Orlandi, anche in questa occasione è rimasta in disparte.





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