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DOCUMENTARIO DEDICATO DA AL-JAZEERA ALLA LEADER RADICALE EMMA BONINO

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>> Il Sole 24 Ore


EMMA BONINO ALLA TURCHIA: PRESTO NELLA UE

Il Sole 24 Ore - 20 giugno 2006 Il ministro sceglie la Turchia per il suo primo viaggio. Vittorio Da Rold ANKARA - «lo non so se i turchi possano fare a meno di noi ma sono sicura che per noi europei sia fondamentale il loro ingresso in Europa. Siamo noi che dobbiamo accelerare il processo». Con questa frase, apparentemente paradossale e che spazza via d'un colpo tutti quei rancorosi malumori franco-tedeschi che covano a Bruxelles sulla capacità di assorbimento per l'allargamento a Sud, Emma Bonino, responsabile del dicastero per il Commercio internazionale e le Politiche europee, (un ministero che racchiude nelle sue competenze, Europa e commercio, i due temi cruciali per gestire i rapporti con Ankara) nel suo primo viaggio all'estero sul Bosforo dà un segnale forte al Paese della Mezzaluna per iniziare la nuova fase, confermare il sostegno dell'Italia al processo di adesione della Turchia all’Ue e sviluppare ulteriormente quelle relazioni economiche che hanno fatto di questo Paese un partner strategico per le 450 imprese italiane, presenti con 13 miliardi di dollari di interscambio di cui 2 di attivo a nostro favore. Un segnale di sostegno che ha avuto una calda accoglienza da parte del primo ministro turco, Tayyip Erdogan. Il premier, nel corso dell'incontro con la Bonino, ha dato rassicurazioni sulla volontà del suo Governo di «andare avanti con le riforme» in calendario per l'adesione all'Unione, invitando tutti «a non farsi fermare dalla questione ancora aperta di Cipro». Ma se Erdogan lancia segnali distensivi, il suo giovane ministro dell'Economia, Ali Babacan (39 anni), ieri ha attaccato la Confindustria locale (Tusiad) rea di chiedere al Governo maggior attenzione ai temi economici e meno a quelli socio-religiosi, come la questione del velo islamico. Un nervosismo della comunità degli affari che si percepisce nell'aria dopo la recente svalutazione del 20% della lira turca e l'aumento dei tassi di interesse, in attesa della riunione di oggi della Banca centrale turca che potrebbe decidere un ulteriore rialzo a sostegno della valuta. In questo clima di incertezza politica (Erdogan mira alla presidenza della Repubblica nel 2007 ma l'opposizione e i militari sono sul sentiero di guerra) ed economica (l'inflazione ha rialzato la testa e il debito delle partite correnti è salito) si colloca la missione di Bonino, un'amica di vecchia data della Turchia e del suo più famoso scrittore Pamuk. Un'azione di sostegno alle aspirazioni di Ankara che si iscrive nel solco del rilancio delle politiche europee manifestato venerdì dal premier Romano Prodi a Lussemburgo, quando ha parlato di «priorità mediterranea» e di attenzione alla Turchia. Se l'arte della politica consiste nell'indicare le priorità alla macchina amministrativa in tutte le sue articolazioni (dicastero, Sace, Simest, Ice), il ministro Bonino ha dato, con questo suo primo viaggio all'estero, un chiaro segnale di quanto sia importante la Turchia nei piani di sviluppo, politici e commerciali, del Governo Prodi. La Bonino domenica a Istanbul a “Casa Italia” ha incontrato i rappresentanti di quella business community italiana the nelle parole di Alfredo Altavilla, amministratore delegato di Tofas - joint venture di Fiat con Koc - hanno messo l'accento sulla necessità di aumentare i visti di ingresso per i camionisti turchi in Italia e sull'applicazione della nuova normativa fiscale delle società. L'apparente beneficio della riduzione dell'aliquota dal 30 al 20% (per allinearsi con i Paesi dell'Est) nasconde la fine di un'agevolazione sugli investimenti con effetti retroattivi. Una scelta allarmante e un segnale di difformità con le procedure europee. Carlo Costa, a.d. di Pirelli in Turchia, lamenta invece una crescita del costo del lavoro eccessivo rispetto alla Romania. Ottimista Federico Ghizzoni di Unicredit, che annuncia la fusione entro l'anno delle due partecipate, Koc Bank e Yapi Bank, così da formare la terza banca del Paese. In fermento anche il fronte energetico dove l'Eni, socio di Gazprom in Blue stream, il gasdotto che verrà inaugurato il 13 luglio e che porterà il gas russo e dell'Asia centrale nel Mediterraneo, guarda al futuro e annuncia la costruzione di altri oleodotti.





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