sito in fase di manutenzione: alcuni contenuti potrebbero non essere aggiornati
 
 novembre 2019 
LunMarMerGioVenSabDom
 123
45678910
11121314151617
18192021222324
252627282930 
CAMPAGNE
MISSIONI

CERCA:

Ministero degli Affari Esteri

Living together - Combining diversity and freedom in 21st-century Europe [Report of the Group of Eminent Persons of the Council of Europe] PDF DOWNLOAD >>

DOCUMENTARIO DEDICATO DA AL-JAZEERA ALLA LEADER RADICALE EMMA BONINO

Cookie Policy

>> La Repubblica


"NON E' IL MOMENTO DI CAMBIARE I PIANI I CONTI ITALIANI SONO ANCORA IN ROSSO"

La Repubblica - 29 agosto 2006 Emma Bonino, ministro degli Affari Europei: nessuna modifica, il Dpef è di due mesi fa. di Barbara Ardù ROMA - «Nessuna modifica al Documento di programmazione economica e finanziaria approvato a luglio. Sono passati solo due mesi dalla firma e le necessità del Paese non sono cambiate, né è mutato lo scenario economico». Emma Bonino, ministro per gli Affari europei, boccia l´idea, caldeggiata da Rifondazione, Verdi e in ultimo anche Mastella, di chiedere di spostare al 2008 il rientro del deficit al 3 per cento. Né tantomeno sposa la proposta di quanti, nel governo, vorrebbero spalmare la Finanziaria su due anni. Cos´è che non la convince? «Non mi sembra ci siano motivazioni sufficienti per chiedere un rinvio a Bruxelles, che tra l´altro ha già detto no. Continuiamo a crescere la metà di quanto accade in Europa, continuiamo ad avere un debito pubblico elevato, tra l´altro in uno scenario di aumento dei tassi di interesse. Non basta un aumento congiunturale della produzione e delle entrate fiscali per deviare dagli obiettivi del Dpef. Tra l´altro saremmo poco credibili a Bruxelles. Abbiamo presentato il Dpef solo due mesi fa. E ora che facciamo, cambiamo idea?». È contraria dunque alla proposta di spalmare la Finanziaria su due anni? «Sì, anche perché è sbagliato rimandare le riforme strutturali di cui ha bisogno il Paese. Già altri governi hanno scelto la strada di allontanare le riforme quando la congiuntura era buona e si è visto com´è andata a finire. È un errore che questo governo non deve fare. Dobbiamo modernizzare il Paese, ridurre gli sprechi, aprire il mercato, favorire i consumatori con le liberalizzazioni, fare le infrastrutture necessarie. Sono cose che non possono essere rimandate. Ce lo impone anche l´Agenda di Lisbona». Sono sufficienti le risorse per stare al passo con l´Agenda? «No, non lo sono. Ma quelle abbiamo. E credo che gli investimenti vadano focalizzati soprattutto su due settori, ricerca e infrastrutture». Teme le posizioni di Verdi e Rifondazione? Non più tardi di qualche settimana fa proprio lei aveva chiesto maggiore coerenza nella maggioranza. «No, perché va bene l´apertura di un confronto limpido a sinistra. Lo comprendo. Capisco anche che qualcuno chieda che l´equità sociale venga salvaguardata. E se c´è un aumento del Pil si può cercare di tenere ferma la barra dell´equità». Pensioni e sanità. Qualcuno teme la scure. «Credo sia arrivato il momento di far saltare il tabù dell´aumento dell´età pensionabile, mentre sulla Sanità è indubbio che la spesa non sia sotto controllo. Ma soprattutto bisogna finirla con l´ingegneria legislativa. Sono le riforme che vanno fatte». Cosa chiederà per il suo ministero? «Non soldi. Chiederò invece che ci sia più collegialità all´interno del governo su tutto ciò che attiene all´Europa». Crede che si arriverà a un accordo sulla Finanziaria? «Penso proprio di sì. Questa maggioranza tiene non sui numeri, ma sulla politica. Proprio ieri l´accordo si è trovato, e all´unanimità, sulla missione in Libano. Ci costerà 220 milioni nei prossimi quattro mesi e le risorse arrivano proprio dall´aumento delle entrate fiscali. Ecco perché non ci si può adagiare sulla buona congiuntura economica». La missione in Libano ha rilanciato il ruolo dell´Europa? «La missione è importante perché ha rimesso al centro delle nostre politiche il Mediterraneo e perché c´è una ripresa dell´iniziativa diplomatica anche con la Siria e con l´Iran».





Altri articoli su:
[ Unione Europea ] [ Italia ] [ Israele ] [ Libano ] [ Diritti Umani, Civili  & Politici ]

Comunicati su:
[ Unione Europea ] [ Italia ] [ Israele ] [ Libano ] [ Diritti Umani, Civili  & Politici ]

Interventi su:
[ Unione Europea ] [ Italia ] [ Israele ] [ Libano ] [ Diritti Umani, Civili  & Politici ]


- WebSite Info