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DOCUMENTARIO DEDICATO DA AL-JAZEERA ALLA LEADER RADICALE EMMA BONINO

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LA BONINO ALLAUE: "SUI DAZI DAREMO BATTAGLIA"

Il Giornale - 26 settembre 2006 Il ministro per gli Affari europei e per il Commercio estero, Emma Bonino, ieri a Bruxelles per il Consiglio competitivit├á, ha lanciato un duro appello alla presidenza di turno (finlandese) dell'Ue affinch├ę faciliti il compromesso e assuma una funzione neutrale nella ricerca di un accordo tra i ┬ź25┬╗ sui dazi antidumping per le calzature in cuoio provenienti da Cina e Vietnam. La presidenza di turno Ue, ha detto tra l'altro la Bonino, ┬źnormalmente facilita i compromessi e comunque assume posizioni di neutralit├á┬╗. Quello di Helsinki, deliberatamente contraria all'adozione di dazi definitivi, ├Ę ┬źun comportamento che ci sembra poco da presidenza┬╗ perch├ę, ha sottolineato ancora il ministro, ┬źnegli equilibri istituzionali la presidenza ha degli onori ma anche degli oneri. Gli oneri sono quelli di facilitare i compromessi e soprattutto non far pesare interessi nazionali. Da ministro e da ex commissario Ue trovo questo comportamento abbastanza stupefacente┬╗. Lo scorso 20 settembre, l'Unione europea ha rinviato di due settimane la decisione sui dazi antidumping sulle scarpe in cuoio provenienti da Cina e Vietnam. Per proteggere gli interessi dell'industria europea e, in particolare, di Italia, Francia e Spagna, il commissario europeo al Commercio, Peter Mandelson, aveva proposto lo scorso 30 agosto di trasformare i dazi provvisori che scadono il 6 ottobre in misure definitive, applicando una tassa del 16,5% sulle calzature in pelle importate dalla Cina e del 10% su quelle importate dal Vietnam. I ┬źVenticinque┬╗, per├▓, non hanno ancora trovato un accordo di maggioranza sulla proposta del commissario britannico. I Paesi membri, infatti, sono ancora divisi tra i favorevoli alla liberalizzazione del commercio, (14 Paesi, perlopi├╣ i nordici, tra cui la Finlandia) e il gruppo di cui fanno parte Italia, Francia e Spagna (in tutto 11 Stati) che invocano invece misure definitive antidumping. Il danno ai produttori di scarpe europei, e soprattutto italiani, ┬ź├Ę stato comprovato da una commissione che non ├Ę un coacervo di protezionisti┬╗, ha detto la Bonino riferendosi a Peter Mandelson, il commissario Ue al Commercio, e ┬źle regole vanno rispettate. L'Italia ha pochissimo tempo per stringere nuove alleanze ed evitare l'invasione di scarpe asiatiche a basso costo che, a partire dal 7 ottobre, potrebbero essere importate liberamente. Quel che ├Ę certo - ha concluso - ├Ę che non ci daremo per vinti fino alle 24 del 5 ottobre┬╗. Intanto le proteste salgono anche dal tessile. Gli imprenditori, infatti, chiedono a Bruxelles di assumere ┬źiniziative per la massima tutela del consumatore con il sostegno del governo italiano┬╗. Paolo Zegna e Michele Tronconi, il primo presidente di Smi-Ati (Federazione Imprese Tessili e Moda Italiane), il secondo presidente di Euratex (Associazione imprenditori tessili Ue), in una lettera inviata al ministro Bonino e al commissario Mandelson, scrivono tra l'altro: ┬źDall'indagine Itf risulta che il 57,6% dei capi di abbigliamento esaminati non rispetta le prescrizioni comunitarie e le informazioni circa la loro reale composizione┬╗.





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