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EUTANASIA, LA SFIDA DI PANNELLA: "SE WELBY VUOLE STACCO IO LA SPINA"

Il Corriere della Sera - 3 ottobre 2006 di Caterina Pasolini Se Piero Welby decidesse di voler morire, seguendo quello che la sua etica, la sua moralità e libertà gli chiede, io sarei subito disposto a staccare laspina. Un gesto di rispetto della vita e dei principi di civiltà che oggi sono negati dal Vaticano”. Non usa mezzi termini Marco Pannella pensando all'amico Piero, immobilizzato a letto dalla distrofia muscolare, costretto da anni a sopravvivere grazie ad un respiratore, a cannule che lo cibano e gli occhi soli che si possono muovere nella stanza dove è ormai “imprigionato”. Pensa all'uomo che scrivendo una lettera al presidente della Repubblica Napolitano in cui ha chiesto di poter morire, di essere aiutato a morire perché da solo non può ha riaperto con forza il dibattito sull’eutanasia. Sul testamento biologico di cui già ora ci sono in parlamento otto diverse proposte di legge e sul quale dalla scorsa settimana si cerca di mediare per arrivare ad un testo condiviso. E se le parole di Pannella provocano la dura reazione del mondo cattolico e della destra all'insegna di “la legge vale anche per lui, questo è un omicidio”. Emma Bonino puntualizza: “Di fronte a problemi così drammatici è meglio legalizzare che restare nella legge della giungla. Quella dell'eutanasia è una battaglia di legalità e io sull'argomento sono contraria a qualsiasi etica di stato o di governo”, dice il ministro delle Politiche comunitarie durante la conferenza stampa organizzata dall'associazione Luca Coscioni assieme ad esponenti della Rosa nel Pugno per pro muovere due nuove proposte di legge su eutanasia e testamento biologico. Punto fondamentale delle proposte e il concetto che “l'autodeterminazioneeun diritto e la negazione del diritto naturale a morire e l'oppressione di tale diritto”. La proposta si ripromette di “regolamentare l’eutanasia per tutelare la dignità della vita” attraverso la considerazione del diritto fondamentale “per il malato terminale ad astenersi o rifiutare di essere sottoposto a terapie, più o meno invasive senza peraltro alcuna certezza di evitare la morte. Nella proposta è prevista ,da preservazione dell'individuo attraverso il divieto dell'accanimento terapeutico”. E se Binetti della Margherita si augura che Pannella non stacchi la spina, per Pellegrino dei Verdi le parole del leader radicale sono “un'utile provocazione” mentre Franco Grillini dei Ds, gli da ragione soprattutto su una cosa: “Gli esseri umani devono essere padroni della loro esistenza e nessuno può essere condannato alla tortura di vivere un'esistenza che non è più tale”. Di tutt’altro avviso Pedrizzi, di An, secondo il quale “sarebbe ora che i media staccassero la spina a Pannella e alle sue provocazioni”.





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