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DOCUMENTARIO DEDICATO DA AL-JAZEERA ALLA LEADER RADICALE EMMA BONINO

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PANNELLA: "STACCO IO LA SPINA A WELBY"

L'Unità - 3 ottobre 2006 Il leader dei Radicali sul caso dell'uomo che ha scritto a Napolitano chiedendo la «dolce morte». Emma Bonino: «Eutanasia, meglio una legge imperfetta che chiudere gli occhi su quella clandestina». di Anna Tarquini POSSO FAR MORIRE IO WELBY. «Sono pronto a staccare la spina. Se lui lo vorrà sono pronto a farlo io». L'ultimo annuncio choc di Marco Pannella, arriva in piena conferenza stampa alla Camera, durante la presentazione di due nuove proposte di legge sul testamento biologico e sull'eutanasia. E scatena un putiferio. «Se Piero decidesse di procedere verso ciò che la sua etica gli chiede - dice Pannella - sarò immediatamente pronto a compiere tale atto, che è un atto di rispetto della vita e dei principi di civiltà che sono oggi negati da un potere talebano e da chi occupa il Vaticano». Una provocazione, come per lo spinello fumato in piazza, solo che il reato è diverso, si discute se sia lecito e opportuno aiutare a morire un malato terminale. È la battaglia all'ultimo tabù, la battaglia che qualcuno definisce omicidio e molti malati e molte persone sia a sinistra che a destra chiamano diritto. La destra lo deride: «Qualcuno stacchi la spina a Pannella» dice Pedrizzi di An. «Nella sua follia strumentale - si arrabbia il capogruppo dell’Udc alla Camera Luca Volontè - può anche arrivare all’omicidio, ma le leggi che valgono per gli altri valgono anche per lui». La Margherita teme uno show: «Mi auguro con tutto il cuore che Pannella non lo faccia» dice Paola Binetti. «Me lo auguro - spiega Binetti - in primo luogo per il rispetto della tutela della vita e perchè Welby ha dimostrato, anche negli altimi giorni, di avere molto da dire e abbiamo bisogno della sua testimonianza anche per affrontare temi delicati come quello del testamento biologico, insomma la sua "mission" non è terminata. In secondo luogo perchè, come sa Pannella, è qualcosa che è contro la legge». Ma Pannella insiste e motiva: «Ho rispetto per la legalità, per l’etica, per la dignità umana e per i diritti di questo Paese; ma soprattutto ho grande amore e rispetto per i credenti, che sono quelli ad essere i più offesi e perseguitati nel nostro Paese. In Italia la politica e i ceti dirigenti, infatti, producono quotidianamente morte e disumanità per tanti malati e lo Stato si comporta da braccio di un potere barbaro millenario. Non ho nessuna stima, nessun rispetto del Papa, se non come la si può avere di qualsiasi individuo umano. Esercita un potere di morte ogni giorno». Il ministro per le politiche comunitarie Emma Bonino che gli è accanto annuisce: «Meglio l'eutanasia legale, che la legge della giungla, meglio una legge imperfetta che chiudere gli occhi sulla pratica diffusa dell'eutanasia clandestina. La nostra legge è contro l'eutanasia clandestina». Che è qualcosa che tutti conoscono e di cui nessuno parla. Pochi articoli, poche regole nette e chiare dai radicali che chiedono di aprire almeno un dibattito: il nostro timore - dicono - è che alla fine, quando si andranno a stabilire le regole del testamento biologico a prevalere sarà la volontà del medico e non quella del paziente. Ecco allora la necessità di differenziare le leggi e discutere e mettere paletti precisi a una legge che regoli la dolce morte. Perché - come dice anche il diessino Grillini - nessuno ha la verità in tasca su questi temi e nemmeno io penso di averla mentre parlo, ma certo è che nessuno ha il diritto di vietare a una persona di avere una morte dignitosa». Primo, la richiesta deve essere formulata in forma scritta; secondo è prevista la consulenza di almeno due medici e la necessità di rispettare un periodo di tempo di almeno 7 giorni dalla richiesta. La proposta di legge prevede tra l'altro, esplicitamente, che la morte per eutanasia attiva o per interruzione o non inizio delle terapie di sostenimento vitale venga assimilata - per il diritto civile - alla morte naturale. Ed è naturalmente contemplata la possibilità di obiezione di coscienza per i medici.





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