sito in fase di manutenzione: alcuni contenuti potrebbero non essere aggiornati
 
 novembre 2019 
LunMarMerGioVenSabDom
 123
45678910
11121314151617
18192021222324
252627282930 
CAMPAGNE
MISSIONI

CERCA:

Ministero degli Affari Esteri

Living together - Combining diversity and freedom in 21st-century Europe [Report of the Group of Eminent Persons of the Council of Europe] PDF DOWNLOAD >>

DOCUMENTARIO DEDICATO DA AL-JAZEERA ALLA LEADER RADICALE EMMA BONINO

Cookie Policy

>> La Stampa


"GLI STACCO IO LA SPINA-2

La Stampa - 3 ottobre 2006 Pannella: se Welby me lo chiede sono pronto a farlo. di Flavia Amabile Ma lei staccherebbe la spina a Piergiorgio Welby? La legge italiana e le consuetudini prevedono che una simile domanda andrebbe posta a un medico o, al massimo, a un familiare. Invece viene posta a Marco Pannella e lui non si fa sfuggire l’occasione per cavalcare l’onda mediatica: «Se Piero decidesse di procedere verso ciò che la sua etica gli chiede sarò immediatamente pronto a compiere tale atto, che è un atto di rispetto della vita e dei principi di civiltà che sono oggi negati da un potere talebano e da chi occupa il Vaticano». La legge? Che cosa volete che conti per uno come Marco Pannella, che - quando si tratta di affermare i propri principi - non è certo da un tintinnio di manette che si fa spaventare. Difatti quando arriva la domanda diretta, risponde come nel suo stile: «Ho rispetto per la legalità, per l'etica, per la dignità umana e per i diritti di questo Paese; ma soprattutto ho grande amore e rispetto per i credenti, che sono quelli ad essere i più offesi e perseguitati nel nostro Paese. In Italia la politica e i ceti dirigenti, infatti, producono quotidianamente morte e disumanità per tanti malati e lo Stato si comporta da braccio di un potere barbaro millenario». Visto che da Marco Pannella ci si può aspettare di tutto, non resta che andare a vedere che cosa accade nel quartiere Don Bosco di Roma, nel piccolo appartamento da dove Welby due settimane fa registrò l’appello per il presidente della Repubblica facendo accendere i riflettori sulla sua condizione (distrofia muscolare in fase terminale) e sul problema dell’eutanasia. L’appartamento è sempre lo stesso, nella stanzetta di Welby c’è sempre appeso un crocefisso, accanto a lui ci sono la moglie Mina e la figlia, lui è ancora il co-presidente dell’associazione Luca Coscioni, ma l’atmosfera è diversa. «Pannella? Mai visto, non lo conosciamo» risponde la figlia. E se venisse a staccare la spina, che ne direbbe sua madre? «Mia madre è già abbastanza addolorata per tutta questa vicenda. E’ una donna anziana, non ne possiamo più, lasciateci in pace». Difficile dire se il «lasciateci in pace» sia rivolto solo ai giornalisti o anche a Pannella e dintorni, di certo la provocazione del leader radicale non sembra aver suscitato grande entusiasmo tra i familiari di Welby e, se anche il gran Maestro dei referendum volesse sfidare ancora una volta le leggi, non è detto che chi si trova nell’appartamento del quartiere Don Bosco glielo permetterà. Comunque sia, la provocazione è lanciata, il tutto mentre il partito di Pannella, la Rosa nel Pugno, presenta due nuove proposte di legge, una sul testamento biologico, l’altra sull’eutanasia che vanno ad aggiungersi al già nutrito numero di proposte che giacciono tra Senato e Camera. Via libera all’eutanasia - chiede l’Rnp - per pazienti maggiorenni, ma a particolari condizioni e con paletti precisi, perchè, come ricorda Emma Bonino, ministro per il Commercio Estero e compagna di Pannella in tutte le battaglie civili: «meglio una legge imperfetta piuttosto che una non-legge o la legge della giungla». Più che le due nuove proposte di legge è la notizia che Pannella intende staccare la spina a Welby a fare il giro dei politici. C’è chi lo prende sul serio e non apprezza, senza distinzioni tra maggioranza e opposizione. «Mi auguro con tutto il cuore che Pannella non lo faccia», commenta Paola Binetti, senatrice cattolica della Margherita, «perchè Welby ha dimostrato, anche negli ultimi giorni, di avere molto da dire e abbiamo bisogno della sua testimonianza anche per affrontare temi delicati come quello del testamento biologico». E Riccardo Pedrizzi di An: «Piuttosto, sarebbe ora che i media staccassero la spina a Giacinto detto Marco e alle sue provocazioni tutt'altro che ghandiane...». Luca Volontè, presidente dei deputati Udc: «Nella sua follia strumentale può anche arrivare all'omicidio, ma le leggi che valgono per gli altri valgono anche per lui. È ora di finirla con questa salvaguardia solo nei suoi confronti». Persino Franco Grillini presidente onorario dell’Arcigay, mantiene le distanze: «Pannella ha ragione su una cosa: gli esseri umani devono essere padroni della loro esistenza e nessuno può essere condannato alla tortura di vivere un'esistenza che non è più tale». Le uniche parole di solidarietà giungono da Tommaso Pellegrino, capogruppo dei Verdi nella commissione Affari Sociali della Camera: «Ci auguriamo che la sua provocazione, al di là degli estremismi, possa servire ad aprire un dibattito serio ed approfondito».





Altri articoli su:
[ Unione Europea ] [ Italia ] [ Eutanasia ] [ Diritti Umani, Civili  & Politici ]

Comunicati su:
[ Unione Europea ] [ Italia ] [ Eutanasia ] [ Diritti Umani, Civili  & Politici ]

Interventi su:
[ Unione Europea ] [ Italia ] [ Eutanasia ] [ Diritti Umani, Civili  & Politici ]


- WebSite Info