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INDIA OBIETTIVO PRIORITARIO

Il Sole 24 Ore - 7 novembre 2006 di Nicoletta Picchio L'India come "obiettivo prioritario" per lo sviluppo delle relazioni economiche. "E' il più interessante dei mercati che trainano le economie mondiali. E accanto alle grandi imprese, che sono già presenti in India, da Fiat a Piaggio, bisogna accelerare l'avvicinamento delle piccole e medie aziende". Luca di Montezemolo ha aperto così il Forum. "Destination India" che si è svolto ieri in Confindustria, a Roma. Sul palco, i vertici delle istituzioni italiane e indiane, in platea 120 imprenditori indiani, la più forte delegazione mai arrivata nel nostro Paese, che ieri pomeriggio hanno avviato incontri mirati con possibili partner italiani. Ieri nella Capitale, oggi in varie città italiane, Torino, Firenze e Prato, Parma, Vicenza, concentrati su sei specifici settori, come ha sottolineato anche il presidente di Confindustria: tessile, pellame, agroindustria, oreficeria e gioielleria, meccanotronica e automotive. E c'è un possibile progetto in piedi: Bollywood vorrebbe organizzare fuori dall'India un Festival del Cinema indiano, e forse un Oscar. "Con il vice presidente del Consiglio, Francesco Rutelli, pensiamo che se c'è un Paese candidato per cultura e storia è proprio l'Italia", ha detto Montezemolo. Le possibilità per aumentare le relazioni tra i due Paesi ci sono, come hanno sottolineato tutti i presenti, dal ministro per il Commercio internazionale, Emma Bonino, ai presidenti dell'Abi e dell'Ice, Corrado Faissola e Umberto Vattani, e, per l'India, il ministro dell'Industria, Kamal Nath e gli esponenti della Federazioni delle Camere di commercio indiane, il presidente Saroj Kumat Poddar e il segretario Amit Mitra. Poddar e Mitra hanno sottolinato il grende potenziale di forza lavoro qualificata che c'è in India, l'aumento di una fascia media di consumatori, l'alta percentuale di aziende che hanno investito in India e hanno bilanci in attivo (oltre il 70%, con un 10% circa che hanno raggiunto il pareggio). Una situazione economica che con una crescita del Pil dell'8% fa fare passi da gigante al Paese asiatico: nel 2009 le famiglie fuori dalla povertà saranno di più di quelle povere. E, a differenza dell'economia cinese, che viene trainata soprattutto dell'export, quella indiana, ha sottolineato Nath, viene spinta dai consumi interni. Condizioni che, unite alla presenza massiccia di materie prime e a un fisco più favorevole, fanno dell'India un Paese dove investire. Un'analisi che Montezemolo ha condiviso, giudicando "interessante" il modello indiano: "Il 43% circa della crescita del Pil è frutto dell'aumento della produttività, che è il vero indicatore di salute e di progresso". Il Forum di ieri è il frutto della missione organizzata da Confindustria, Abi ed Ice, con la Presidenza della Repubblica, a febbraio del 2005. Nel 2007, proprio a febbraio, sarà di nuovo l'Italia ad andare in India, sempre con la formula Confindustria, Abi ed Ice e una delegazione del Governo, guidata da Romano Prodi. "Rivendico un cambio di atteggiamento di questo Governo", ha detto ieri la Bonino, annunciando che il 2007 sarà l'anno dell'Italia in India. Ma proprio la Bonino, come prima aveva fatto Montezemolo, pur auspicando un aumento dell'interscambio e degli investimenti, ha sottolineato le difficoltà che esistono per le nostre imprese: per esempio i dazi alti. Comunque la Bonino è fiduciosa che la commissione mista italo-indiana potrà risolvere una serie di problemi, e ha rimarcato l'appoggio dell'Italia all'iniziativa per una zona di libero scambio tra Unione europea e India, "iniziativa che però non deve pregiudicare la ripresa del Wto". Anche Faissola, AN, non ha taciuto i vincoli che esistono alla presenza delle banche estere: il 70% deI sistema è posseduto dallo Stato, e in questo caso c'è un tetto del 20% per gli investitori esteri. Nelle banche private questo tetto sale al 70%, ma con un diritto di voto limitato al 10 per cento. Nonostante ciò, le banche italiane sono impegnate a sostenere le imprese che vanno in India. Sono già presenti in 8, con 11 uffici ed altri stanno per tagliare il nastro. C'è a disposizione un plafond di investimenti di circa 2 miliardi di euro, utilizzato per meno della metà, e l'Abi sta anche mettendo a punto dei nuovi strumenti insieme a Sace e a Simest (già attiva in india con molte joint venture), da presentare in occasione della missione di febbraio. Infine Roberto Colaninno, presidente della Piaggio, ha annunciato che il prossimo cda varerà un progetto di investimento "molto importante" in aggiunta all'attuale presenza in India.





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