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WELBY, LA POLITICA NON STACCA LA SPINA

Il Manifesto - 5 dicembre 2006 di Cinzia Gubbini "Come ministro del commercio sta facendo il suo lavoro con sobrietà, ma in questo caso sta mettendo in pratica la condotta tipica di un esponente radicale". Tagliente come al solito l'affondo della senatrice della Margherita Paola Binetti, punta di diamante dell'ala cattolica nello schieramento di centrosinistra. Liquida così la decisione della ministra Emma Bonino di scendere in sciopero della fame - insieme alle altre 570 persone che hanno aderito alla protesta non violenta lanciata dall'associazione «Luca Coscioni", a cui ieri ha aderito anche Adriano Sofri - per trovare una soluzione sul caso Welby. Per Binetti "le islituzioni possono esprimere solidarietà umana. Ma il gesto di staccare la spina, quello non può permetterlo nessuno". Per Bonino, invece: "Nessuno può condannare una persona alla tortura. Sull'eutanasia c'è bisagno di una maggioranza trasversale, non è una questione nè di destra nè di sinistra". E le divergenze con la compagna di schieramento le danno certamente ragione. La decisione del ministro ha avuto se non altro il merito di tenere alta l'attenzione sul caso di Piergiorgio Welby, che chiede da tre mesi di poter concludere la sua vita nella piena legalità. Ieri si sono rincorse le dichiarazioni sulla necessità di avviare un dibattito serio in parlamento. Se lo è augurato la stessa Bonino, che è tornata a chiedere a Prodi "il rinnovo del Comitato di bioetica scaduto a giugno" (e che dovrebbe arrivare a giorni). Ma si sono rincorse anche le dichiarazioni contro il suo gesto: se per Mario Mantovani, responsabile delle Politiche sociali per Forza Italia, "lo sciopero di Bonino non aiuta la società italiana a misurarsi con il problema, per il ministro dell'università Fabio Mussi "i ministri non fanno scioperi". Tuttavia Mussi ha dato il suo appoggio a Welby, perché "non ci si può accanire a tenere in vita il dolore". Mentre di "ricatto inaccettabile" ha parlato uno degli esponenti dell'Udeur, Dante D'Elpidio, che ha ricordato come il suo partito sia "contrario a qualsiasi forma di eutanasia". Stesso tono e quasi stesse parole nel comunicato del capogruppo dell'Udc alla Camera, Luca Volontè. Che non solo se la prende con Bonino e con "i laicisti", ma anche con il ministro alla Salute Livia Turco, che ieri ha annunciato l'insediamento di una "Commissione sulla terapia del dolore, le cure palliative e la dignità di fine vita". Per Volontè la ministra è in preda a una "tentazione totalitaria", convinto che la Commissione servirà a decidere sulla "fine della vita". Evidentemente un lapsus, visto che si tratta esattamente del contrario. L'iniziativa di Turco, infatti, mette in pratica la posizione che la ministra ha tenuto sin dall'inizio del dibattito sul caso Welby prima pensiamo a come evitare che le persone malate decidano di togliersi la vita, poi semmai parleremo di eutanasia. La Commissione creata al ministero della Salute - e che sarà coordinata dalla stessa ministra - nasce infatti "dalla necessità di affrontare subito lo stato dei servizi di assistenza ma anche le procedure, i protocolli e le linee guida riguardanti i modi e le qualità con cui vengono assistiti migliaia di cittadini nelle fasi più dolorose e tragiche della loro esistenza", ha spiegato Turco. Il nuovo "tavolo" - per i cui membri non è previsto alcun compenso - è composto da trenta persone, di varie estrazioni professionali, il gruppo avrà un anno di tempo per stendere un documento programmatico che dovrà partire da una relazione sulla qualità degli ospedali e dei servizi nei confronti dei malati terminali. Alla fine verrà steso un "Piano nazionale per le cure palliative", perché - secondo la ministra - in Italia "abbiamo delle magnifiche esperienza ma anche troppi ritardi rispetto alla cultura della lotta al dolore e alla stessa umanizzazione delle cure". Si tratta, insomma, dell'ennesima iniziativa - come già l'avvio della discussione nella Commissione sanità del senato sulla legge per il testamento biologico - che parte dal dramma sollevato da Welby ma è destinata a non dare alcuna risposta a una specifica richiesta: staccare la spina.





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