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DOCUMENTARIO DEDICATO DA AL-JAZEERA ALLA LEADER RADICALE EMMA BONINO

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INFIBULAZIONE: BONINO, LEGGE GIOVANE E ANCORA POCO APPLICATA

AGI - 13 dicembre 2006 A un anno dalla sua approvazione, la legge italiana sul divieto delle pratiche di mutilazione genitale femminile "non e' stata ancora molto applicata per via del cambio di legislatura e del lungo periodo elettorale, che non hanno consentito la messa in opera di tutti gli strumenti previsti". Così Emma Bonino, ministro delle Politiche comunitarie e tra le promotrici della campagna internazionale contro le mutilazioni genitali delle bambine, ha commentato il ritardo italiano sull'applicazione della legge numero 7 del 9/01/2006. Le linee guida di applicazione, ad esempio, rese pubbliche e diffuse agli enti locali a febbraio", ha puntualizzato la Bonino durante un convegno sul tema organizzato dalla Rosa nel Pugno. Al ritardo italiano, pero', e' corrisposto il successo della "campagna in Africa", ha continuato la Bonino, che ha auspicato che "il convegno di oggi rinnovi il richiamo a fare in fretta". Riguardo ai numeri, il ministro ha evidenziato come "in Italia le stime che indicano 30.000 ragazze e bambine a rischio siano fuori misura" e che c'e bisogno "di una ricognizione approfondita del fenomeno". La Bonino ha quindi ricordato l'importanza che le comunità di donne migranti in Italia tengano i contatti con i Paesi di origine. "Spesso accade", ha rimarcato, "che ci sono comunita' africane in citta' europee che praticano ancora l'infibulazione quando invece la pratica è stata abolita nei Paesi d'origine". Per il ministro, infine, "il punto di forza" della campagna internazionale contro le mutiliazioni genitali femminili rilanciata dalla Rosa nel Pugno sta nel fatto che "ha attori diversi che si sono messi in rete per sradicare il fenomeno alla radice: società civile, istituzioni, anche locali, governo, Commissione europea e Unicef finalmente insieme".





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