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DOCUMENTARIO DEDICATO DA AL-JAZEERA ALLA LEADER RADICALE EMMA BONINO

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"QUEI TRE TIRANO LA CORDA STIANO ATTENTI O PRODI CADE"

La Repubblica - 27 gennaio 2007 Bonino: a Kabul i militari sono indispensabili. di Giovanna Casadio ROMA - "Al Senato la maggioranza rischia se non si accontentano i pacifisti sul ritiro dall'Afghanistan? E si rischier√†... La vita √® tutta un rischio". Emma Bonino l'Afghanistan lo conosce bene ("Non c'√® giorno che non me ne occupi, dal 1997). Prima di diventare ministro delle Politiche europee e del Commercio internazionale √® andata a Kabul come capo della missione di osservatori elettorali europei. Non √® disposta a compromessi. Avverte, come gi√† ha fatto in consiglio dei ministri gioved√¨ e dopo avere incontrato Vendrell, l'alto rappresentante Ue per l'Afghanistan: "Se la sinistra radicale tira la corda, il governo non c'√® pi√Ļ, si perde". Ministro Bonino, tre suoi colleghi si sono tenuti le mani libere sulla politica estera: la preoccupano? "Preoccupano me, e non solo. Creano disagio. Io non ho partecipato alla stesura del programma dell'Unione per√≤ mi pare che l√¨ una cosa non fosse in discussione, la nostra missione in Afghanistan ha tutti i crismi del muitilateralismo "senza se e senza ma": Europa, Nato, Onu. Improvvisamente ci si ritrova con una richiesta di discontinuit√†. Come ha fatto notare D'Alema presentando il decreto in consiglio dei ministri: stiamo al governo da circa un anno, oggi l'unico segno di discontinuit√† che posso dare, ha detto, √® che mi dimetto io". Lei dunque non condivide la posizione dei ribelli? "Vendrell mi aveva confermato che il mantenimento militare √® un prerequisito indispensabile. E' chiaro che si pu√≤ fare uno sforzo maggiore in termini di "institution building" e poi c'√® un problema di sicurezza regionale, c'√® la questione delle "frontiere porose". Quindi √® auspicabile un maggiore coinvolgimento diplomatico. Per√≤, ripeto, il prerequisito anche per andare a dire queste cose e per essere credibili, √® che ci stiamo. E inoltre come si devono sentire i militari italiani che si trovano l√† in situazioni precarie? Il 16 febbraio verranno a Roma, con Karzai, afgane e afgani che ci chiedono di restare. Aggiungo che se il governo italiano √® credibile pu√≤ spendere questa credibilit√† in mille battaglie anche non militari, come la moratoria sulla pena di morte. So che ci prepariamo alle elezioni, ma non capisco il collegamento tra Afghanistan e base Usa di Vicenza. Come legare pere e mele". Forse sottovaluta il problema politico di una coalizione tanto ampia e variegata in cui i riformisti devono cercare le mediazioni con la sinistra pacifista. "Dobbiamo fare i conti anche con una corrente anti-americana, che √® tradizionalmente presente nel nostro paese anche se ora minoritaria. In quest'occasione si √® collegata con la corrente anti base di Vicenza, per la serie "non nel mio giardino". I due filoni - uno ideologico e antiamericano, come se l'America fosse Bush, e l'altro "non a casa mia" - si sono saldati. Tutto ci√≤ √® molto ombelicale, ma il nostro stare al mondo, nelle alleanze, e voler essere protagonisti della scena internazionale, ha altri meccanismi e necessit√†. Se D'Alema al prossimo appuntamento internazionale va a dire che ci vuole pi√Ļ cooperazione, √® pi√Ļ forte se ha dietro di se un governo compatto e una maggiore assunzione di responsabilit√†". Lei √® pessimista su un'intesa in Parlamento? I voti dell'opposizione comunque garantirebbero il rifinanziamento. "La sinistra radicale ha detto che prima della manifestazione del 17 anti base di Vicenza, non √® disposta a nulla. Boh, poi i ministri dissidenti hanno annunciato che le proposte di modifica le faranno in Parlamento. Voglio dire chiaramente che un governo che si rispetti deve contare sulla propria maggioranza. Poi, altri si possono aggiungere. Se di fronte a scadenze cos√¨ importanti si presenta il sistema paese, quindi si aggiungono i voti di Berlusconi, Casini, Fini e chi pi√Ļ ne ha pi√Ļ ne metta, questo da pi√Ļ forza. Per√≤ D'Alema e Prodi non li salvano Casini o Berlusconi". Un compromesso va trovato, o no? "Non so quali siano le proposte che ha in mente la sinistra radicale. Spero bene non vogliano che nel decreto ci sia una data di uscita dall'Afghanistan: non √® che Lo decide l'Italia o, con tutto il rispetto, Pecoraro Scanio. Nessuno sta li a colonizzare l'Afghanistan, comunque. N√© l'uscita si decide in un ufficio all'ombra del Colosseo. Ben venga invece un'accelerazione nell'impegno civile e diplomatico". √ą anche vero che i pacifisti ricordano in Afghanistan ormai c'√® uno scenario di guerra. "Ma chi lo dice? La maggior parte dei paesi √® in difficolt√† ma pacificato. Voglio dire ai miei compagni che la sicurezza, la pacificazione, piccoli passi verso la democrazia in Afghanistan, tutto questo √® "di sinistra" per usare il loro linguaggio. Io dico: √® di decenza".





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