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Living together - Combining diversity and freedom in 21st-century Europe [Report of the Group of Eminent Persons of the Council of Europe] PDF DOWNLOAD >>

DOCUMENTARIO DEDICATO DA AL-JAZEERA ALLA LEADER RADICALE EMMA BONINO

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QUEL TRENO NON LO PERDEREMO

L'Espresso - 2 febbraio 2007 Moda, design, macchinari.Infrastrutture e farmaceutica. Agroalimentare e cinema, banche e vino. La ricca agenda indiana del nostro ministro del Commercio con l'estero. di Paola Pilati Il nostro √¨nrcrscambio con l'India √® pari a quello con la Croazia: basta questo per capire che qualcosa non ha funzionato... Emma Bonino considera l'India una delle grandi opportunit√† per l'Italia, quasi pi√Ļ della Cina, e da quando √® ministro del Commercio estero ha cominciato a battere il ferro con la caparbiet√† che la contraddistingue. A fine 2006 ha spedito una delegazione governativa indiana in toor nei nostri distretti industriali, a inizio gennaio √® volata lei in India per preparare il grande evento di febbraio: la mega missione da cui punta a riportare a casa qualche buon risultato. Quali, ministro? "Su almeno due delle priorit√† di sviluppo che si √® dato il governo indiano, cio√® infrastrutture e agroalimentare, noi siamo in grado di fare molto. Certo, sul primo fronte il contesto √® molto concorrenziale, visto che √® presidiato dalle imprese di tutto il mondo. Per questo √® bene essere anche noi l√¨, in agguato. Tanto per fare un esempio, Finmeccanica ha gi√† venduto 70 Atr per i voli interni, e si ipotizza la possibilit√† di una joint-venrure per costruirli in loco. Sul secondo fronte noi siamo molto bravi, e poich√© l'India trasforma solo il 2 per cento di quello che produce, e persino il riso lo deve vendere tutto al momento del raccolto perch√© non ha silos a secco, di cose da fare ce ne sono tante: dalla catena del freddo al sottovuoto. Poi ci sono i settori in cui siamo gi√† forti, dalla moda al design ai macchinari, che valgono il 40 per cento del nostro export". Qualche settore tutto da scoprire? "Quello farmaceutico: sviluppare un brevetto in India costa 100 milioni, negli Stati Uniti un miliardo. E l'industria del cinema. Ho visitato Film-city a Bombay: chapeau! Ma per far venire i loro registi a girare in Italia, piuttosto che in Svizzera o nello Yorkshire come accade oggi, occorre offrire facilitazioni, dallo sdoganamento dei materiali agli orari dei tecnici. E poi i luoghi dove girano i loro film diventano anche una meta del turismo". Fare business in India √® pi√Ļ facile che in Cina? "I colli di bottiglia ci sono, a cominciare da una burocrazia piuttosto complessa, ma gli imprenditori italiani che stanno l√¨ mi dicono che le cose stanno cambiando. Il settore bancario, per esempio, sar√† liberalizzato nel 2008, ed √® chiaro che chi si posiziona adesso compra un biglietto di prima fila. Restano ancora delle barriere doganali: per quelle sul vino ci siamo rivolti al Wto...". Non √® un p√≤ marginale come vertenza? "E' una questione di discriminazione che non si giustifica sotto nessun punto di vista. Nata perch√© loro vogliono far entrare in Europa con l'etichetta "indian whisky" il loro whisky di molassa, che quindi whisky non √®, e gli inglesi s√¨ oppongono, per cui alla fine tutto √® finito al Wto. Nel frattempo, per√≤, visto che il Doha Round √® bloccato, il commissario europeo Peter Mandelson sta cercando di ottenere dalla Commissione un mandato per un negoziato bilaterale di libero scambio con l'India". Un trattato commerciale Europa-India: sarebbe una rivoluzione. Di cosa dovrebbe preoccuparsi l'Italia? "Potrebbe esserci una questione tessile, anche se in realt√† il nostro tessile √® di alta nicchia, al contrario dell'indiano. Quanto all'agricoltura, se c'√® reciprocita, tutto va bene". Il suo ministero intanto cosa ha fatto di concreto per i nostri imprenditori laggi√Ļ? "Ho deciso di rafforzare la presenza dell'lce sia a Bombay che a Delhi, e aprire un ufficio a Calcutta. Sono gli imprenditori medi e piccoli che hanno bisogno di noi, non certo la Fiat, che la fa sola". Investimenti indiani in Italia ancora non ce ne sono. Eppure qualche interesse cominciamo a suscitarlo. Il gruppo H√¨nduja si sta tacendo avanti per la Telecom. Qual √® la nostra politica: porte aperte? "Stanno incominciando ora a scoprire l'Italia, perch√© finora per loro Europa voleva dire solo Gran Bretagna. Dobbiamo entrare nel loro radar, e fargli capire che oltre al vino siamo un paese in cui si possono anche fare affari. L'accordo Tata-Fiat aiuta, ma di gruppi come la Fiat non ne abbiamo tanti".





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