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DOCUMENTARIO DEDICATO DA AL-JAZEERA ALLA LEADER RADICALE EMMA BONINO

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"A KABUL SI RESTA SENZA RICATTI"

Il Mattino - 6 febbraio 2007 Emma Bonino: serve credibilità. di Gino Cavallo L'accelerazione impressa da Prodi alla verifica sul nodo della missione in Afghanistan e sulle linee della politica estera è l'implicita certificazione di quanto le tensioni all'interno della maggioranza siano vicine al punto di rottura. Per Emma Bonino storica figura di riferimento dei radicali italiani e titolare del dicastero per il Commercio internazionale, nella squadra del Professore ha sempre cercato di smussare certe spigolosità caratteriali di cui viene accreditata. Nessun arretramento, intendiamoci, ma anche nessuna esternazione provocatoria. Ma il ministro (che oggi sarà in Campania per premiare la Sdoa, la Scuola di direzione e organizzazione aziendale, per l'impegno verso il mondo arabo, partecipare al convegno Stato-Regioni a Città della Scienza e visitare l'Interporto di Nola) sa bene che a questo punto da smussare è rimasto ben poco. Stavolta insomma non basterà l'ennesimo richiamo al programma? "La nostra missione in Afghanistan ha tutti i criteri del multilateralismo "senza se e senza ma": Europa, Onu e Nato. Se la sinistra radicale continuerà a tirare la corda farà solo danni al governo e all'Italia perché in Afghanistan ci siamo per rimanere. Per inviare più aiuti civili, per aumentare l'impegno politico e diplomatico, come vogliono sia loro che noi, la sicurezza è un prerequisito indispensabile". Non è il momento, in altre parole, di parlare di exit-strategy? "A non essere accettabile è il ricatto di inserire nel decreto di rifinanziamento una data d'uscita dall'Afghanistan in cambio del loro via libera". Un "affaire" reso ancora più complicato dalla presenza dell'Italia nel Consiglio di Sicurezza dell'Onu? "Un'opportunità importante. Che in agenda mi auguro registri una vittoria della nostra proposta di moratoria sulle esecuzioni capitali: anche se la materia è di competenza dell'Assemblea generale, avrebbe un grande significato. Per questo dico ai miei colleghi della sinistra massimalista che per vincere battaglie di civiltà come questa, che dovrebbero incontrare il loro favore, bisogna essere credibili a New York, ma anche affidabili a Kabul". Nell'ordine del giorno del vertice di oggi i Pacs, almeno ufficialmente, non ci sono. Ma le distanze tra le varie animi della coalizione non sono certo minori. Come ne uscirete? "Le istituzioni devono garantire la convivenza di tutti: di chi crede, di chi crede in altro, di chi non crede. In altre parole la legge deve risolvere un problema con cui si confrontano milioni di italiani al di là degli equilibri, delle posizioni di nicchia e soprattutto degli interventi della Chiesa ai quali molti nostri concittadini sono totalmente indifferenti". Certificazione anagrafica, durata della convivenza. Le differenze sembrano non mediabili? "In fondo si chiede una cosa molto semplice e cioè di riconoscere che gli adulti del nostro Paese, eterosessuali o omosessuali non importa giacché la sessualità è un dato personale, possono organizzare il loro volersi bene con diritti riconosciuti e garantiti in termini pubblicistici e quindi inoppugnabili rispetto a terzi. Per chi la vuole la famiglia esiste, ma esistono anche altre forme di affetti che riguardano milioni di italiani. A meno che non si ritenga che ci sono cittadini di serie A e di serie B". La nascita del Partito democratico servirà a semplificare la politica italiana e semmai anche a consentire un dibattito meno esasperato? "Per me la questione più importante è che la Rosa nel Pugno riacquisti vitalità.GUardandomi attorno sono sempre più convinta che continui a rappresentare l'unica forza portatrice di laicità e di progresso in questo Paese, oggi come nel futuro prossimo, qualunque sia lo scenario partitico che dovesse prendere forma". La sua presenza in Campania è legata alla presentazione del piano dei fondi strutturali 2007-2013. Vista dal suo Osservatorio ministeriale la nuova vitalità del "made in Italy" ha radici forti? "La crescita c'è, ma e ancora a macchia di leopardo. Se abbiamo un Nord-Est fortemente attivo, lo stesso non può dirsi per altre parti del Paese. Per il Mezzogiorno, in particolare, si tratta di cogliere le opportunità che vengono dai vicini Balcani, nel Mediterraneo. E', perché no, dai nuovi mercati si cui stiamo focalizzando la nostra attenzione, a partire dall'India e dalla Cina".





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