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"LA CRESCITA DELL'INDIA CAMBIERA' IL MONDO"

Il Messaggero - 11 febbraio 2007 La missione con gli imprenditori del presidente del Consiglio. CHENNAI - «L'Italia deve essere la porta dell'Europa per l'Asia». Di fronte ai ragazzi dell'università di Madras, che all'oliano l'aula del Senato, Romano Prodi, cerca di dimostrare che una politica di interscambio tra Italia e India è quanto mai necessaria, anche se è venuto a guidare una missione di imprenditori italiani in un Paese che con una forte crescita tra l'8 ed il 9 per cento, costituisce un «protagonista della nuova economia e della nuova politica internazionale». Ed è, dunque, «in forte decollo». Il premier fa pure autocritica quando afferma, sempre agli studenti, che l'ascesa del gigante asiatico, «darà una nuova forma al mondo, ma l'ltalia è arrivata tardi e impreparata a questo appuntamento». Ha tempo di recuperare il tempo perduto attraverso questa visita ufficiale che, in una settimana, fino a giovedì, toccherà 5 città, da Calcutta a Bombay a Nuova Delhi. Oggi sarà a Bangalore, malgrado scioperi e sommosse stiano bloccando la città. Accanto a lui, ci saranno poi i presidenti di Confindustria, Montezemolo e dell'Abi, Faissola. «Non bisogna avere paura» incalza il premier incontrando, successivamente, un gruppo di imprenditori italiani, ma anche il Nobel dell'Economia, Amartya Sen (il quale elogia il Professore: «Lo ammiro molto, è un eccellente economista, sta facendo un ottimo lavoro in un momento difficile»). Le prospettive di crescita per le imprese italiane, come aggiunge Emma Bonino, ministro del Commercio estero, sono notevoli: soprattutto nelle «infrastrutture, con la joint-venture per costruire l'aereo Atr, nel tessile e nell'agro-business. In quest'ultimo settore, possiamo presentarci con prodotti di eccellenza». Dall'«Osservatorio Asia» viene spiegato che le presenze aziendali italiane in India non sono moltissime, sono 313 (in particolare nei settori meccanici e tessili), ma i loro investimenti sono in ascesa. Il mercato, secondo altre fonti, offre un potenziale di 100 miliardi di euro nei beni di consumo che guarda ai 200-250 milioni di consumatori della classe media. «L'inerzia delle aziende italiane sembra faticosamente alle spalle» viene scritto dall'«Osservatorio Asia» secondo il quale «l'intrapredenza del Nord-Est» è assai forte comunque i primi restano gli imprenditori del Nord-Ovest» con la FiaI in testa. L'Italia è l'undicesimo Paese come investimenti. In 6 anni, dal 2000, il valore di flusso di interscambio commerciale dell'Italia con l'India è aumentato dell'83 per cento per le importazioni e del 115% per le esportazioni. Il deficit commerciale dell'Italia si è ampliato da 619 a 814 milioni di euro. Non è tutto oro quel che luccica. I problemi maggiormente lamentati dagli imprenditori di casa nostra sono la mancanza di infrastrutture, l'eccessiva burocrazia, il peso fiscale e la rigidità del mercato del lavoro. Ci sono, però, ben altre opportunità da cogliere. Disponibilità di quadri, ingegneri a buon prezzo sembra l'altra faccia della medaglia.





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