sito in fase di manutenzione: alcuni contenuti potrebbero non essere aggiornati
 
 novembre 2019 
LunMarMerGioVenSabDom
 123
45678910
11121314151617
18192021222324
252627282930 
CAMPAGNE
MISSIONI

CERCA:

Ministero degli Affari Esteri

Living together - Combining diversity and freedom in 21st-century Europe [Report of the Group of Eminent Persons of the Council of Europe] PDF DOWNLOAD >>

DOCUMENTARIO DEDICATO DA AL-JAZEERA ALLA LEADER RADICALE EMMA BONINO

Cookie Policy

>> Il Sole 24 Ore


UNDICI ALLEANZE TRA ITALIA E INDIA

Il Sole 24 Ore - 15 febbraio 2007 Accordi produttivi anche su mercati terzi. Quattromila incontri tra le Pmi. di Nicoletta Picchio Undici accordi firmati tra aziende italiane e indiane, con nomi del calibro di Fiat, Piaggio, Pininfarina, Eni. In più 4mila incontri faccia a faccia tra le imprese più piccole. Kolkata, lunedì e martedì, ieri Mumbai: sono le tappe della missione italiana in India. «Ci stiamo muovendo nella direzione giusta, l'Italia può essere la porta dell'Asta verso l'Europa»: è soddisfatto il presidente del Consiglio, Romano Prodi. E lo è anche Luca di Montezemolo, presidente della Confindustria, che due anni fa, proprio nel febbraio del 2005, guidò la delegazione delle imprese italiane nella missione a New Delhi, dopo anni di assenza del nostro Paese. Un'inversione di rotta, che ha già fatto crescere l'export italiano in India di circa il 40% e ha creato le premesse anche per un aumento degli investimenti produttivi, come dimostrano le intese di ieri. «Siamo tornati, con una delegazione ancora più numerosa, e vogliamo guardare avanti», ha detto Montezemolo, indicando una serie di progetti: l'incontro tra i più importanti manager indiani e italiani, che si svolgerà oggi, l'impegno comune per migliorare i rapporti bilaterali e creare un area di libero scambio tra Unione europea e India, organizzare nei prossimi mesi delegazioni settoriali per arrivare più rapidamente possibile a risultati di business concreti. Su quest'ultimo punto aveva insistito anche Prodi, nella colazione con gli industriali di lunedì, e l'ha ripetuto ieri, nella conferenza stampa finale, di fronte al ministro dell'industria indiano, Kamal Nath. «Ci piace avere di fronte le sfide: vogliamo portare l'interscambio tra Italia e India a 10 miliardi di euro nei prossimi tre anni», ha detto Montezemolo, ringraziando Nath «che è stato cruciale nel migliorare i rapporti trai due Paesi» e il Governo italiano. Area di libero scambio Ue-India, riduzione delle tariffe doganali, meno burocrazia, rilancio della Wto: è stata Emma Bonino, ministro del Commercio internazionale, ad alzare il velo sull'altra faccia della medaglia, e cioè le difficoltà che ancora esistono nei rapporti tra i due Paesi e in generale negli scambi internazionali, chiedendo un rilancio del Doha Round. E Kamal Nath non si è sottratto alla risposta, ricorrendo anche all'ironia: «Gli italiani ai problemi burocratici sono allenati», ha detto, aggiungendo che i dazi indiani non hanno impedito finora un aumento dell'interscambio. Comunque, l'India vuole voltare pagina: «cercheremo di eliminare le barriere non tariffarie, stiamo facendo le riforme, anche se non stiamo seguendo il modello preciso, e il livello di dazi più alto del 12,5% scenderà, al 5-6% e forse anche di meno», ha detto Nath. Quanto all'area di libero scambio tra Ue e India, ora il problema è premere sulla burocrazia di Bruxelles. «L'amico Montezemolo ha previsto la data di un anno. Tocca alla Ue fare in fretta», ha aggiunto il ministro indiano, che in questi due anni ha collaborato assiduamente con Confindustria: a novembre è arrivato a Roma con una delegazione di oltre cento imprenditori. «Avevo scommesso con Montezemolo che non mi avrebbe battuto: invece qui gli italiani sono di più» ha detto Nath. Sul rilancio dei negoziati Wto, il ministro indiano ha dichiarato che l'India sarà flessibile, ma ha messo sul tavolo il problema dei sussidi agricoli: «la produzione del cotone ha un sussidio del 45%, un produttore africano compete in realtà con i ministeri del Tesoro». Commercio libero, ma equo, ha concluso Kamal Nath. Anche Prodi, che ieri ha inaugurato la nuova sede Rai a New Delhi, ha rilanciato sul libero scambio: «Abbiamo la stessa idea multilaterale del mondo, è più utile aprirsi che isolarsi. L'Italia sta svolgendo un ruolo importante». Gli accordi firmati, l'obiettivo di andare avanti con missioni mirate settoriali. Secondo il presidente del Consiglio, investire in India noti è delocalizzazione, ma cogliere opportunità in un mercato emergente puntando su investimenti stabili e sull'aumento degli scambi in capitale umano. In India, ha sottolineato Prodi, si laureano 200mila ingegneri all'anno, 100mila in Europa. Quanto agli investimenti, l'Italia è tra i primi cinque investitori europei, «ma siamo ancora indietro». Le banche dovranno essere protagoniste, accanto alle imprese. Ieri il presidente dell'Abi, Corrado Faissola, ha quantificato a 2,7 miliardi di euro il plafond a disposizione delle aziende, utilizzato per il 40 per cento. Alla missione sono presenti 13 istituti di credito, ma in India la presenza pubblica è ancora forte. E ci sono limiti alle acquisizioni estere: il 20% nelle banche pubbliche, tra il 5 e il 10% in quelle private. Nel 2008 la situazione dovrebbe cambiare verso una maggiore apertura. E Faissola è convinto che le banche italiane sapranno cogliere le occasioni che si presenteranno. Nella foto, il ministro indiano dell'Industria Kamal Nath.





Altri articoli su:
[ Asia ] [ Commercio Estero ] [ Economia ] [ Globalizzazione ] [ India ] [ Italia ] [ Made in Italy ] [ Subcontinente indiano ] [ Unione Europea ]

Comunicati su:
[ Asia ] [ Commercio Estero ] [ Economia ] [ Globalizzazione ] [ India ] [ Italia ] [ Made in Italy ] [ Subcontinente indiano ] [ Unione Europea ]

Interventi su:
[ Asia ] [ Commercio Estero ] [ Economia ] [ Globalizzazione ] [ India ] [ Italia ] [ Made in Italy ] [ Subcontinente indiano ] [ Unione Europea ]


- WebSite Info