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ITALIA-INDIA, ROAD MAP D'AFFARI

Il Sole 24 Ore - 16 febbraio 2007 Il viaggio di Governo e imprese. Intese su cultura, terrorismo e ambiente nella tappa finale. di Carlo Marroni Alleanze di grandi imprese nella fascia alta del business, strada spianata perle piccole e medie per export e joint venture, intese di sistema d'accordo con le associazioni imprenditoriali, potenziamento della presenza e dell'azione delle banche. E' questa la road map tracciata da Romano Prodi al termine della missione-Paese in India durata quasi una settimana e conclusa ieri nella capitale, con gli incontri con i vertici dello stato asiatico. Il Presidente del Consiglio, dopo aver toccato cinque città (Chennai, Bangalore, Kolkata, Mumbai e Delhi) è tornato questa mattina in Italia dove lo attendono problemi complessi, a partire dalla manifestazione di Vicenza. Ma in India il bilancio tracciato dal premier è forte: "Abbiamo avviato una partnership strategica" dice nella conferenza stampa dopo l'incontro con il primo ministro Manmohan Singh, davanti al quale sono stati siglati tre accordi. Le intese riguardano un programma di scambio culturale per il periodo 2007-2009, l'avvio di una collaborazione per il contrasto al terrorismo e un Memorandum of understanding di cooperazione per le energie rinnovabili. Italia e India intendono collaborare sui fronti della politica estera, un terreno dove "è difficile che per il momento si possa sviluppare una politica europea". A partire dall'azione di pace sui conflitti ancora aperti e che vede Delhi impegnata a vari livelli. In particolare per l'Afghanistan, dove l'Italia (pur con le difficoltà di politica interna) conferma il proprio impegno di peace keeping e si sostegno alla ricostruzione. Multilateralismo, quindi, su un terreno che vede posizioni comuni, meno che per la riforma del Consiglio di Sicurezza dell'Onu, dove Italia e India hanno interessi e obiettivi del tutto divergenti. Ma questo non ostacola un dialogo che ha visto Prodi incontrare tutti i principali capi degli Stati del sub-continente e i vertici del Paese, "con la più vasta missione mai venuta qua". Una missione in ogni caso ad alto contenuto economico, come ha detto il ministro del Commercio internazionale, Emma Bonino, che ha tracciato un bilancio giudicato più che buono: complessivamente sono stati effettuati 4.284 incontri tra le imprese, impegno che ha visto in prima linea Confindustria, presente al massimo livello con il presidente Luca Cordero di Montezemolo. L'obiettivo è aprire una rete che porti anche all'investimento degli indiani in Italia e dare spazio a intese strutturali che investano tutti i settori dell'economia. Un tema che sta particolarmente a cuore a Prodi è relativo alla presenza delle banche, che devono guidare l'espansione delle aziende italiane nei mercati esteri. Quello indiano,è ancora chiuso, ma l'impegno italiano è stato forte, ha detto Prodi, vista la presenza dei vertici dell'Abi e di una serie di banche e assicurazioni di proprio piano: il premier Singh ha assicurato che con la crescita economica in atto sarà più facile aprire l'immenso mercato indiano alla finanza estera. Colloqui anche per il ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro, che insieme ad Anas e Ferrovie ha dialogato con le analoghe imprese indiane, portando avanti progetti su vari settori, in particolare su quello autostradale. E qui Di Pietro, rivolgendosi a Prodi scherzosamente, ha detto che "non è vero che non ci intendiamo di autostrade", con chiaro riferimento al caso Autostrade-Abertis, che peraltro sarà il convitato di pietra del prossimo vertice italo-spagnolo del 20 febbraio a Ibiza. Programma indiano anche per il ministro della Famiglia, Rosy Bindi, che ha incontrato tra l'altro una Ong che porta avanti un programma di aiuto ai nuclei familiari che vivono negli slum.





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