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IRAQ, RAZZI SU BAGHDAD E NUOVI AGGUATI

Baghdad – L’Iraq ha cominciato il suo secondo anno sotto l’occupazione straniera, con altri quattro morti in un tragico ciclo di attacco di guerriglieri e risposte dei soldati.
Due soldati americani a Falluja, cuore di un’area a Nord di Baghdad – nel cosiddetto “triangolo sunnita” – di forti sentimenti antiamericani, erano vicino ad un ambulatorio di una base, quando nel cuore della notte sono stati colpiti da tre razzi. Cinque altri militari sono rimasti feriti. A Baghdad invece tre razzi sono caduti nel centro della città uccidendo un iracheno e ferendo tredici persone, fra cui un soldato americano. Uno dei razzi è caduto nel quartiere Mansour, vicino al quartier generale della coalizione, un altro in un quartiere residenziale un pò più lontano e il terzo nella “Zona verde”, un settore ad alta sicurezza. Sempre nella capitale, intanto, decine di giornalisti iracheni hanno manifestato ieri contro la presenza americana dopo la morte di due giornalisti della televisione satellitare al Arabya, uccisi ad un posto di blocco americano nella capitale. Scontri anche in altre zone del Paese. A Baquba, a nord della capitale, un poliziotto iracheno è morto e due sono rimasti feriti, in un’esplosione.
Intanto ieri, su invito dell’Organizzazione non governativa per l’assistenza alle donne Rti (Resource Triangle Institute), l’eurodeputata radicale Emma Bonino è giunta a Nassiriya, dove resterà rte giorni, durante i quali è previsto anche un incontro con la governatrice provvisoria Barbara Contini. La presenza dei militari italiani a Nassiriya, nel sud dell’Iraq, è “auspicata da tutti”, ha detto la Bonino che, oltre ai militari del contngente, ha incontrato anche il governatore della provincia di Dhi Qar, la presidente dell’Associazione delle donne irachene e un gruppo di donne. “Il paese è a un bivio molto evidente – ha continuato – che porterà a uno sviluppo o ad un ritorno indietro pesante”. “La presenza italiana è auspicata da tutti – ha detto la Bonino – i militari italiani sono ben accolti”. “C’è molta aspettativa nella gente, anche frustrazione per la lentezza – ha continuato – ma d’altronde dopo 30 anni di regime non si può voltare pagina da un giorno all’altro”. In tutti, ha notato l’eurodeputata, “c’è una gran voglia di impegnarsi, di andare avanti”.
Sul fronte diplomatico, intanto, il presidente del Consiglio del governo transitorio iracheno Mohammed Bahr al Oulom, andrà al vertice arabo di Tunisi del 29 e 30 marzo, a capo di una delegazione del suo paese. Rpima di Tunisi, il presidente si recherà in Giappone e in Cina. Il ministro degli esteri iracheno Hoshiyar Zebari ha annunciato inoltre che il suo paese solleciterà una nuova risoluzione in cui l’Onu legittimi il previsto trasferimento dei poteri dalle autorità americane a quelle di Baghdad.
Il pieno passaggio dei poteri a un governo iracheno è previsto per il 30 giugno prossimo. “Siamo in una fase transitoria molto critica – ha detto il ministro l’altro ieri – cadeva il primo anniversario della guerra, una guerra che come iracheni riteniamo pienamente giustificata”. In risposta ad un precedente appello del Consiglio di governo provvisorio iracheno, il segretario generale dell’Onu Kofi Annan ha detto che intende inviare una delegazione a Baghdad non appena sarà possibile. Anche gli Usa sono favorevoli a una nuova risoluzione del Consiglio di sicurezza per dare legittimazione al trasferimento della sovranità.





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