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MARCIA DI PASQUA, ARRIVA IL SI DI PRODI

Il Corriere della Sera - 7 aprile 2007 Il corteo che si concluderà in piazza San Pietro avrà anche l'appoggio di 15 ministri, di Andreotti, Cossiga e del regista Ozpetek. Bonino: spero in un intervento del Papa. di Giuliano Gallo ROMA — «Si tratta di un'iniziativa importante e non solo simbolica. Manifestazioni come questa rappresentano al meglio la coscienza democratica e civile di un Paese». Firmato, Romano Prodi. La marcia di Pasqua per una moratoria delle esecuzioni capitali potrebbe essere un successo, a prescindere da quanta gente riuscirà a radunare. Perché il plauso del presidente del consiglio, oltre all'annunciata partecipazione di quindici ministri e molti sottosegretari, sembra preludere a uno sblocco della paradossale impasse che tiene bloccata da tempo la questione. Paradossale perché in teoria tutto il mondo politico è favorevole ovviamente alla scomparsa della pena di morte nel mondo. Ma nei fatti solo a gennaio il governo si è formalmente impegnato a presentare una mozione all'assemblea generale dell'Onu. E all'impegno non è ancora seguito un gesto concreto. I radicali però sono dotati di una testardaggine leggendaria, e Marco Pannella non è certo il tipo da lasciar cadere una battaglia nel nulla. Così, in una settimana appena, ecco organizzata una marcia di Pasqua dal Campidoglio a piazza San Pietro, sponsorizzata dal comune di Roma, dalla Comunità di Sant'Egidio, da «Nessuno tocchi Caino» e dall'Anci. Oltre che naturalmente dai radicali. Pannella è in sciopero della fame da 16 giorni, le adesioni fioccano a centinaia, trasversali ed eccellenti: da Cossiga, Scalfaro, Andreotti e Giuliano Vassalli al regista Ferzan Ozpetek, il Gruppo Abele, Exodus, Arci e Arcigay. Emma Bonino torna l'antica militante di un tempo: «E' una battaglia che si può anche perdere, ma quello che assolutamente non si deve fare è non farla», scandisce. Pannella, seduto in disparte, fuma e annuisce. «La speranza è che in piazza San Pietro si manifesti una presa di posizione del Papa», continua la ministra. Le polemiche su Welby e Dico possono attendere. Perché i radicali sono convinti che il momento per far passare una mozione di moratoria sia maturo: dal '93, anno in cui è iniziata la campagna, già 45 Paesi hanno deciso di abbandonare le condanne a morte. E i calcoli di «Nessuno tocchi Caino» dicono che all'Onu i numeri per un «si» ci sono tutti. Favorevoli sono fra i 99 e i 106 Paesi, astensionisti fra i 17 e i 24, contrari 61-68, incerti solo 7. Nel mondo la pena di morte è ancora applicata da 52 Paesi, mentre 89 l'hanno abolita e 37 di fatto hanno smesso di applicarla. In marcia, dunque, dalle 9.45 di domenica. Lungo un percorso che dal colle del Comune sfiorerà tutti i palazzi del potere, Quirinale, Camera e Senato, per approdare in una piazza San Pietro gremita di fedeli in attesa della messa pasquale.





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