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DOCUMENTARIO DEDICATO DA AL-JAZEERA ALLA LEADER RADICALE EMMA BONINO

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"DICHIARAZIONI INCREDIBILI L'ITALIA NON PUO' ESSERE RETICENTE"

La Repubblica - 16 aprile 2007 Bonino: "Caso gonfiato? Lui di manipolazioni se ne intende..." di Francesco Bei ROMA - Il caso ha voluto che Emma Bonino fosse in visita ufficiale a Mosca, nella veste di ministro per il commercio internazionale, giusto a metà della scorsa settimana, "quando i segnali premonitori di quello che sarebbe accaduto erano già molto chiari". Ci si poteva aspettare la repressione? "Mercoledì, terminato il mio lavoro ufficiale di ministro, ho incontrato gli amici di sempre, quelli di Memoriai, Demos, l'Helsinky Group, l'Open Society Institute, i radicali russi e tutti parlavano della manifestazione descrivendomi nei dettagli quello che sarebbe successo". Ovvero? "Vista la coincidenza con il raduno dei sostenitori di Putin, pensavano che da quella manifestazione si staccassero dei provocatori e si finisse allo scontro. In alternativa, si aspettavano fermi in massa e interventi molto duri della polizia. Si è avverata questa seconda ipotesi". Secondo Berlusconi si tratta di un caso "gonfiato". Sarebbero i media occidentali a rappresentare in maniera distorta il regime. "Be', lui di manipolazione dei media se ne intende... Battute a parte, quelle di Berlusconi sono dichiarazioni" in-credibili". Il problema non è la presunta manipolazione della stampa, ma chiedersi se esista in Russia una libertà di base, quella di manifestare pacificamente". In fondo le opposizioni che si sono viste in piazza rappresentano una sparuta minoranza. Il regime gode di un consenso ampio. Come se lo spiega? "E' chiaro che dopo gli anni del caos, quelli di Gorbaciov e di Eltsin, la "stabilità" che ha garantito Putin è apprezzata dalla maggioranza. Inoltre il Paese non ha mai conosciuto la democrazia, il processo di transizione è complicato". L'opposizione è riunita in un cartello che va dagli ultra comunisti all'estrema destra. Non proprio il massimo come alternativa. "Certo, so bene che anche al loro interno ci sono discussioni su Kasparov, su dove vuole andare. Ma questo è proprio uno degli effetti collaterali dei regimi: creano diffidenza tra gli stessi gruppi d'opposizione". Non si trova in imbarazzo nel criticare Putin e, contemporaneamente, nel dover di fendere il business italiano? "Io faccio quel che devo come ministro, ma il compito di un partner importante come l'Italia non è quello di essere reticente".





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