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COMMERCIO EXTRA-UE: EXPORT IN CRESCITA

Il Sole 24 Ore - 21 aprile 2007 I dati Istat di marzo di Daniele Lepido Il made in Italy accelera la sua corsa fuori della vecchia Europa, sbancando soprattutto in Russia e in Cina ma prendendosi una pausa di riflessione negli Stati Uniti (dove però il saldo del trimestre è positivo per 2.765 milioni). Lo comunica l'Istat, che rileva anche come la bilancia commerciale abbia segnato, sempre in marzo, un deficit di 864 miliooi di euro, in pratica dimezzandosi rispetto ai 1.439 milioni dello stesso periodo del 2006. «Anche in marzo si conferma la crescita delle nostre esportazioni nei mercati extraeuropei - ha commentato il ministro per il Commercio internazionale Emma Bonino - che hanno marciato a un ritmo più che doppio rispetto all'import. Altro elemento positivo è la ripresa, dopo diversi mesi di chiaroscuro, del made in ltaly in Giappone (+17,1%)». Più in generale le esportazioni verso i Paesi extra-Ue sono aumentate in marzo del 10% mentre le importazioni sono cresciute del 4,5 per cento. Inoltre, rispetto al febbraio scorso, al netto della stagionalità l'export è cresciuto dell'1,4%, a fronte di un import in calo dello 0,5%. Nel primo trimestre del 2007, prosegue l'Istat, il saldo è stato negativo per 6.916 milioni a fronte di un disavanzo di 7.692 milioni dello stesso periodo del 2006. Le esportazioni sono aumentate del 10,9%, mentre le importazioni del 6,6%. Guardando le aree geografiche a marzo si sono registrati incrementi tendenziali delle esportazioni verso tutti i Paesi, a parte gli Stati Uniti (-10,9%) e i Paesi Eda (-5,2%, le Economie dinamiche asiatiche come Thailandia, Malaysia, Singapore, Corea del Sud, Taiwan e Hong Kong). E i picchi più elevati hanno riguardato Russia (+36,5%) e Cina (+17,4%). Sul fronte dell'import i più alti incrementi si sono registrati ancora per Cina (+32,6%), Paesi Eda (+15,2%) e Usa (+11,8%). Le maggiori diminuzioni degli acquisti sono venute invece da Turchia (-11,3%) e Russia (-7,7 per cento). Parlando invece di settori, boom in marzo delle esportazioni di mezzi di trasporto(+51,3%), un trend dovuto in particolare alle vendite di mezzi di navigazione marittima. Bene anche pesca e agricoltura (+18,1%) e i metalli (+17,9%). Le diminuzioni più evidenti si sono avute per i prodotti della lavorazioni di minerali non metalliferi (-4,6%) e per i prodotti petroliferi raffinati (-2,4%). Sul fronte delle importazioni, gli incrementi più importanti si sono registrati per i metalli (+40,3%), gli apparecchi meccanici (+32,7%), l'energia elettrica, il gas e l'acqua (+22,1%). Scivolano invece i prodotti petroliferi raffinati (-31%) e, in misura minore, i minerali energetici (-6,9 per cento).





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