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DOCUMENTARIO DEDICATO DA AL-JAZEERA ALLA LEADER RADICALE EMMA BONINO

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"L'ITALIANITA' NON GARANTISCE LA VALIDITA' DEI PARTNER"

La Repubblica - 16 maggio 2007 Il ministro: anche per la compagnia aerea √® in gioco il rilancio, non l'onore della Patria di Luca Iezzi ROMA - "Su Alitalia siamo dinanzi ad una sfida, quella di rilanciarla con le giuste alleanze e con un piano industriale solido. Non credo ci sia margine per cedere a qualsiasi tentazione protezionista se ci sta a cuore la credibilit√† del sistema Italia". Avendo la competenza per il commercio estero, il ministro Emma Bonino lavora ogni giorno per la promozione e la difesa del made in Italy e dopo un anno di lavoro si gode i primi risultati, su Alitalia per√≤ a chi dice di tifare per soluzioni italiane ricorda: "La posta in gioco non √® l'onore della Patria, ma di vedere colare a picco la compagnia, nonch√© la fornitura di un servizio essenziale e strategico. Non mi pare che l'italianit√† sia garanzia di sviluppo, di capacit√† competitiva, di solidit√† gestionale: visto che √® tutta italiana la responsabilit√† del disastro attuale". Come giudica l'idea di far rimanere Io Stato nel capitale come garante degli interessi nazionali? "L'italianit√† non √® a mio avviso una condizione sufficiente e soprattutto non pu√≤ essere dirimente per stabilire chi vince. N√© sono una entusiasta sostenitrice di "golden share" o di possibili ruoli dello Stato. Il governo valuter√† in che misura rimanere partner e con quali obiettivi". Passando a note pi√Ļ liete: i dati sul Pil di Eurostat confermano per il 2007 il buon andamento del 2006. Merito delle esporiazioni? "Il ruolo delle esportazioni √® determinante. Dopo quasi cinque anni il contrihuto della componente estera √® tornato positivo e le esportazioni stanno crescendo a ritmi significativi: +7% nel 2006, +13% nei primi 4 mesi di quest'anno. Nel 2007 dovremmo continuare a beneficiare di una situazione di crescita generalizzata a livello mondiale. L'Europa crescer√† ad un ritmo sostenuto, e superiore agli Usa. Dobbiamo approfittare di questa congiuntura positiva per consolidare la ripresa italiana. Ma sono d'accordo con il ministro Padoa-Schioppa: dopo anni di crescita zero, c'√® molta strada da fare". Uno dei punti dolenti √® la promozione del made in ltaly: pochi fondi e per di pi√Ļ dispersi tra li vello nazionale e regionale. "Questo e il problema principale. Pochi fondi, appena 60 milioni di euro per la promozione, rispetto ai 120 della Germania, ai 180 della Spagna, ai 400 della Gran Bretagna. Per questo stiamo facendo con le Regioni delle operazioni di sistema e di coordinamento. Abbiamo anche cambiato la strategia di promozione pubblica: le linee guida all'Ice saranno per la prima volta triennali e abbiamo riposizionato la rete estera dell'Ice sui mercati piu complessi". I viaggi in Cina e India che hanno mobilitato le massime cariche dello Stato hanno avuto ricadute concrete? "Credo proprio di s√¨. Il nostro export verso Pechino da settembre √® cresciuto del 23,5%. Un risultato √® anche la visita a giugno del ministro del Commercio Estero cinese, Bo Xilai, per la prima volta in Italia. Quindi il dialogo premia, e per me √® la strada anche per ottenere maggiore rispetto delle regole commerciali. Sull'India abbiamo stanziato 10 milioni di euro come programma straordinario dell'Ice, con l'obiettivo di triplicare nel prossimo biennio il nostro interscambio fermo a 4 miliardi di euro. L'importante √® ovviamente la continuit√†, non apparizioni spot". Anche il contesto del commercio mondiale non √® favorevole: il Doha Round si √® arenato. Qual √® ora la strategia italiana e europea? "Sono mesi oramai che ad ogni vertice si sente ripetere che il Doha Round deve essere rilanciato, poi si rinvia. Nel frattempo, per fortuna, il commercio mondiale √® in pieno boom. E' possibile ed utile avanzare sul piano bilaterale: ho incoraggiato il Commissario Peter Mandelson ad accelerare i negoziati di libero scambio dell'Ue con partner come l'India, la Corea del Sud, i Paesi del Golfo. Qualcosa comincia a muoversi".





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