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DOCUMENTARIO DEDICATO DA AL-JAZEERA ALLA LEADER RADICALE EMMA BONINO

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>> Il Secolo XIX


"OTTO MESI DI CRESCITA, PREMIATO L'IMPEGNO DELLE NOSTRE IMPRESE"

Il Secolo XIX - 19 maggio 2007 Intervista a Emma Bonino di Lorenzo Cresci GENOVA - Il ministro per il Commercio internazionale e per le Politiche europee, Emma Bonino, sarà oggi a Genova. Il Secolo XIX l'ha intervistata ieri, anticipando alcuni temi. Ministro Bonino, in base alle rilevazioni Istat il trend delle esportazioni è ancora positivo. E' un chiaro segnale di ripresa? Ed è destinato a durare? «Per l'ottavo mese consecutivo le nostre esportazioni verso i paesi Ue sono cresciute a un ritmo doppio rispetto alle importazioni, anche per questo gradualmente la nostra bilancia commerciale sta ritornando in attivo. La crescita è strutturale e deriva dall'impegno delle imprese che hanno saputo guardare con favore ai mercati internazionali e a quelli più maturi, come l'Europa, dove si dirige quasi il 60% del nostro export. I segnali di ripresa mi sembrano evidenti, adesso si tratta di sostenere questo trend e mi auguro che il prossimo Dpef venga scritto ricordandosi del commercio estero che influisce per il 25% alla crescita del nostro PII». Se l'export funziona vuoi dire che c'è una ripresa anche del "marchio" made in Italy? «Significa che dopo anni di crisi, finalmente stiamo uscendo dal tunnel. Un dato spiega bene la ritrovata fiducia: il comparto tessile, minacciato secondo molti dalla concorrenza asiatica spesso sleale, ha chiuso, dopo 4 anni di rosso, il 2006 con una crescita dell'1,8% e il fatturato che ha superato i 52 miliardi. E' chiaro che quelle aziende del settore, penso ad esempio agli industriali di Biella, ma non solo, che hanno saputo innovarsi e migliorare la qualità, hanno vinto la sfida, così come è chiaro che clii è rimasto a guardare, alimentando magari solo misure protezionistiche alla fine ne è uscito malconcio». In che modo il governo sta tutelando il made in Italy dal rischio delle contraffazioni? «Sul piano internazionale saranno attivati 14 desk anti contraffazione nelle sedi Ice all'estero, 6 dei quali in Cina. Ci saranno trade analist che lavoreranno gratuitamente per le piccole e medie imprese che si sono viste falsificare il marchio. Sono convinta che se nasce una buona giurisprudenza mondiale sul diritto di proprietà intellettuale sarà più facile vincere un fenomeno così globalizzato e di cui, anche noi, purtroppo siamo partecipi, essendo i terzi contraffattori al mondo dopo Cina e Corea de Sud. Non nascondiamocelo quando affrontiamo questo tema». Fimneccanica è un esempio di holding apprezzata all'estero. Qual è il suo stato di salute? «Finmeccanica è una delle grandi aziende del paese. Un vero motivo di forza, soprattutto se pensiamo a certi limiti strutturali del capitalismo nel nostro paese, e alle nostre difficoltà di costruire industrie solide capaci di reggere la concorrenza sui mercati mondiali. E un esempio da seguire, ma fin dall'inizio del mio mandato ho detto: bene le grandi imprese, che poi in Italia sono poche, ma dobbiamo valorizzare e far crescere i piccoli imprenditori che sono il tessuto produttivo del nostro sistema industriale». Restiamo a Fimneccanica. In che direzione dovrebbe perseguire le annunciate alleanze internazionali? «Credo che sia importante essere presente nei mercati emergenti, o emersi come Brasile, Russia, India, Cina. Sono le economie che stanno tirando la volata alla crescita del commercio mondiale. Ovviamente vale per Finmeccanica così come per tutte le altre società: non possiamo mancare questa occasione». L'ultima domanda: come vede le nuove aggregazioni bancarie? «Nessuna preclusione, ovviamente. Se l'operazione di fusione, oltre al nome Unitalia che evoca forte sinergia, riuscisse anche ad abbattere gli alti costi dei servizi bancari, i consumatori potrebbero riconciliarsi con le banche che sono un settore vitale anche per l'internazionalizzazione».





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