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SUU KYI RESTA "PRIGIONIERA"

Il Sole 24 Ore - 26 maggio 2007 Myanmar. Arresti domiciliari prorogati per la dissidente Come fa ormai ogni anno dal 2003, la giunta militare di Myanmar, l'ex Birmania, ha nuovamente prorogato di 12 mesi gli arresti domiciliari al leader del movimento democratico, Aung San Suu Kyi. Secondo una fonte che ha chiesto l'anonimato, ieri alcuni fùnzionari con un nuovo ordine di detenzione sono entrati nell'abitazione di San Suu Kyi. Secondo una fonte che ha chiesto l'anonimato, ieri alcuni funzionari con un nuovo ordine di detenzione sono entrati nell'abitazione di San Suu Kyi. Sessantuno anni, Premio Nobel per la pace nel 1991, SuuKyi non è autorizzata a ricevere visite nella sua abitazione, né può avere contaffi telefonici. Suu Kyi ha trascorso 11 degli ultimi 17 anni agli arresti domiciilari nella sua casa di Yangon (ex Rangoon). Alcuni giorni fa era stato diffuso un appello sottoscritto da una sessantina di leader mondiali, nel quale si chiedeva alla giunta militare di rilasciare la donna. II segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon si è detto «profondamente ramnmaricato per la decisione del Governo di Myanmar», ma il provvedimento era ampiamente atteso, nonostante gli appelli della comunità internazionale. Gli Stati Uniti e l'Unione europea hanno condannato la decisione delle autorità birmane, il ministro del Commercio internazionale Emma Bonino ha espresso «angoscia». Ma secondo fonti diplomatiche occidentali la giunta al potere preferisce mantenere agli arresti la dissidente - figlia dell'eroe dell'indipendenza birmana, il generale Aung San - in una fase di instabilità per il Governo che potrebbe preludere a una transizione al potere. Il premier Soe Win, che sarebbe malato di leucemia, è ricoverato in un ospedale di Singapore e anche il capo della giunta militare, generale Than Shwe, sarebbe gravemente malato.





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