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E OTTO RADICALI OCCUPARONO LA RAI

Il Corriere della Sera - 3 giugno 2007 Petruccioli: nostri ospiti per loro decisione unilaterale, ma ne sosterremo la battaglia di Giovanna Cavalli ROMA — Dopo un giorno e mezzo di clamorosa occupazione di Viale Mazzini a sostegno della moratoria mondiale sulla pena di morte, gli otto esponenti radicali in sit-in permanente sui divani del pianterreno, hanno incassato due punti. Il presidente della Rai Claudio Petruccioli, che pure non ha troppo gradito il prolungarsi del presidio dei «nostri gentili ospiti per loro decisione unilaterale» dicendosi «stupefatto e sorpreso» perché contava di aver già risolto l'incresciosa situazione, ha garantito che «la Rai sosterrà pienamente questa battaglia giusta e di civiltà che ci sta molto a cuore». Con una programmazione televisiva rinforzata già da stamattina: alle 8.45 a «Mattina in Famiglia» su Raidue Tiberio Timperi intervista Marco Pannella che, debilitato per lo sciopero della fame, ci ha aggiunto quello più duro della sete. E ieri sera, secondo bonus pro radicali, il ministro degli Esteri Massimo D'Alema al Tgl spiegava che «il governo italiano ha ottenuto l'obiettivo di muovere la Ue. Stiamo lavorando per arrivare ad una risoluzione durante l'attuale assemblea delle Nazioni Unite e soprattutto puntiamo non solo a fare presto, risultato nobilissimo, ma ad avere successo». Non abbastanza per indurre gli occupanti (Marco Cappato, Sergio D'Elia, Marco Beltrandi, Maurizio Turco, Bruno Mellano, Sergio Stanzani, Rita Bernardini e Maria Antonietta Coscioni) a togliere l'assedio. «A parte che nel servizio del Tg1 non si spiegava che noi siamo proprio dentro la Rai», raccontava al cellulare dall'androne Marco Cappato. «D'Alema poi ha implicitamente detto che noi abbiamo solo fretta mentre lui vuole fare le cose per bene. Il ritardo dell'Onu è un dato certo: sono 13 anni che l'assemblea rimanda il problema. Abbiamo invaso la Rai perché vogliamo la massima mobilitazione del governo e dell'opinione pubblica». Unica concessione: «Sì, è vero, sulle reti Mediaset va anche peggio». La protesta continua sia dentro che fuori: stamattina alle 11 Pannella ed Emma Bonino sono attesi in comizio davanti al cancelli di Viale Mazzini. «Non siamo sulla Piazza Rossa ma alla Rai, per cui chi vuole può liberamente manifestare per le sue idee»,ha riconosciuto ieri il presidente Petruccioli rientrato d'urgenza dal mare. Che però esalta libertà e orgoglio aziendale: «La Rai deve garantire anche la sede del servizio pubblico, perciò di fronte ad un fatto non ordinario come questo abbiamo preso delle misure». Vigilanza interna rinforzata (nonostante il festivo), presidio medico 24 ore su 24 «per il mio carissimo amico Stanzani» (84 anni). Raccomandazione di non fumare «perché c'è l'allarme anti-incendio e se si allaga il palazzo dovrete ripagare i danni». A coperte, viveri, acqua e abiti di ricambio hanno provveduto compagni di partito. Della moratoria sulla pena di morte sulla tv pubblica si parlerà oggi alle 13.45, speciale del Tg2, dopodomani a «Unomattina» e al dopo Tg2 della sera, mercoledì a «Primo Piano» del Tg3, venerdì a «Confronti» su Raldue, aTv7 su Raiuno il 15 giugno. I radicali preferirebbero spazi in prima serata. La loro iniziativa ottiene le adesioni di Roberto Giachetti e Cinzia Dato dell'Ulivo. Gennaro Migliore del Prc chiede alla Ral «il massimo rilievo». Cesare Salvi, presidente senatori di Sinistra democratica, concorda che «il blackout informativo della Rai sulla moratoria è un problema molto serio, colpa anche del disinteresse di questo cosiddetto Partito democratico che pensa solo al potere».





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