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COMMERCIO EXTRA UE, DEFICIT IN CALO
Il Sole 24 Ore - 23 giuno 2007
MILANO - Bilancia commerciale meno rossa negli scambi coni Paesi extra-Ue. In maggio le esportazioni sono cresciute del 6,3% e le importazioni dello 0,4%. Il saldo commerciale risulta negativo per 1.106 milioni di euro (a maggio 2006 il deficit fu di 1.796 milioni), calato quasi di un terzo. Rispetto ad aprile 2007 al netto della stagionalità , le esportazioni sono aumentate del 2,6% e le importazioni dello 0,5%.
Nei primi cinque mesi dell`anno - spiega l`Istat - si alleggerisce il peso della bolletta energetica e si conferma una dinamica tendenziale dell`export superiore a quella dell`import per il quarto mese consecutivo. Le esportazioni crescono soprattutto verso i paesi Opec (+33,1%) e Russia (+28,8%). Positivi anche i dati verso la Cina (+7,8%). In calo invece l`export verso il Giappone (-1o,9%), Mercosur (-6,1%) e Usa (-0,2%). Quanto alle importazioni, le cifre mostrano una certa stabilità con incrementi più elevati per i Paesi del Mercosur (+16,1%) e la Cina che pur in rallentamento continua a correre (+12,8%). I cali più significativi hanno riguardato gli acquisti dai Paesi Opec (-14,3%), Giappone (-10,4%) e Usa (-10,2%).
Quanto ai settori gli aumenti più rilevanti - rispetto a maggio 2006 - riguardano i prodotti petroliferi raffinati (+82,7%). In crescita anche i metalli e prodotti in metallo (+16,3%), le macchine e gli apparecchi (+11,4). Bene l`export del tessile-abbigliamento (+6,5%), del cuoio (+6,9%). In calo i mezzi di trasporto (-15%), l`export di carta e prodotti di carta, stampa ed editoria (-9,7%). Gli aumenti più elevati delle importazioni hanno riguardato i prodotti petroliferi raffinati (+25,9%), metalli e prodotti in metallo (+23,8%), minerali non energetici (+18%). In calo energia elettrica (-24,1%), apparecchi elettrici (-18,8%), minerali energetici (-10,5%).
Soddisfatta per i dati di maggio Emma Bonino: « È un vero e proprio exploit di made in Italy nel mondo - ha detto il ministro del Commercio internazionale -. L`export cresce più della media Ue» spiega in una nota sottolineando il forte aumento delle vendite nei paesi Opec. Ma resta aperto il problema dei mercati più maturi fuori dall`area euro: «come quello giapponese, dove la flessione di maggio (-10,9%), conun euro forte e uno yen declinante, deve suonare come un campanello d`allarme».
Come quello sollevato da Coldiretti sull`agroalimentare italiano, in controtendenza rispetto all`andamento generale: aumenta infatti il deficit commerciale (+18,3%) che fa segnare un saldo negativo (-1,205 miliardi di euro) soprattutto per la frenata dell`export e dell`aumento delle importazioni. «La nostra politica per l`internazionalizzazioneva nella giusta direzione - ha precisato il ministro Paolo De Castro - e da un`adeguata e completa lettura dei dati emergono segnali più che incoraggianti».
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