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DOCUMENTARIO DEDICATO DA AL-JAZEERA ALLA LEADER RADICALE EMMA BONINO

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TROPPI "GOVERNI" PER L'ITALIA ALL'ESTERO

Il Sole 24 Ore - 3 luglio 2007 Più che al quartiere fieristico di Almaty, sembrava di stare ad Assago. Gli ospiti kazaki si sono scambiati sguardi interrogativi quando sul palco della sfilata di moda italiana, organizzata il 21 giugno dalla Camera di Commercio di Milano e dall'Ice nell'ambito dell'iniziativa "Bravo Italia", è apparso un assessore che ha portato il saluto del "Governo della Lombardia" e ha premiato alcuni stilisti dell'Istituto Marangoni. Nulla di trascendentale: ormai da molti mesi Governo centrale e Regioni sono di fatto concorrenti diretti sul terreno dell'internazionalizzazione. Tutta colpa del Titolo V della Costituzione, secondo il quale anche l'internazionalizzazione rientra tra le competenze "concorrenti" tra Roma e le amministrazioni regionali. Una situazione che si scontra con la necessità di fare sistema, razionalizzare le risorse e concentrare gli sforzi di promozione dei prodotti italiani all'estero. Ma c'è un rischio anche maggiore: se alcune Regioni con tradizionale vocazione all'export come Lombardia, Veneto e Toscana hanno acquisito da tempo un'esperienza di eventi internazionali, altre Regioni del Sud, come Campania e Calabria, si sono affacciate solo ora alla gestione di queste tematiche, con il rischio di creare più danni che benefici all'immagine globale del Sistema Italia. Né è da sottovalutare il rischio che, in futuro, anche enti locali come Province e Comuni possano rivendicare un ruolo nell'internazionalizzazione per le loro specifiche territoriali. Ma questo sarebbe veramente troppo. Di tutto ciò si è accorta da tempo il ministro del Commercio internazionale Emma Bonino. Per correre ai riparti sta cercando di coinvolgere il più possibile le Regioni in progetti indicati dal ministero. Prima missione a novembre, con la Bonino, alla guida di una delegazione di Regioni italiane in India.





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