sito in fase di manutenzione: alcuni contenuti potrebbero non essere aggiornati
 
 novembre 2019 
LunMarMerGioVenSabDom
 123
45678910
11121314151617
18192021222324
252627282930 
CAMPAGNE
MISSIONI

CERCA:

Ministero degli Affari Esteri

Living together - Combining diversity and freedom in 21st-century Europe [Report of the Group of Eminent Persons of the Council of Europe] PDF DOWNLOAD >>

DOCUMENTARIO DEDICATO DA AL-JAZEERA ALLA LEADER RADICALE EMMA BONINO

Cookie Policy

>> La Repubblica


“QUELLE BAMBINE VITTIME DI IGNORANZA E PREGIUDIZI”

La Repubblica - 12 agosto 2007 Parla il ministro Emma Bonino, in prima linea nella campagna contro le mutilazioni genitali di Francesca Caferri ROMA - Emma Bonino, ministro per le Politiche europee e per il Commercio estero, è da anni in prima fila nella campagna internazionale per mettere fine alle mutilazioni genitali femminili: sul tema ha lavorato molto soprattutto in Egitto, suo paese di adozione negli anni passati e luogo che ancora oggi conserva un posto speciale nel suo cuore. La notizia dell'ennesima morte causata dall`escissione - anche se la ragazza morta nei giorni scorsi è deceduta a causa dell'anestesia e non dell`intervento vero e proprio - le provoca dispiacere, ma nessuna sorpresa: «E un cammino lungo quello che abbiamo intrapreso, ci vorrà molto tempo prima di veder scomparire questa pratica», dice. La morte della ragazza questa volta arriva all'indomani dell'introduzione della normativa che vieta definitivamente questa pratica: è una sconfitta per chi, come lei, si è tanto battuto per la legge? «No, affatto. Questo è il procedimento di tutte le campagne: prima si lotta per rompere la cortina di silenzio, poi si parla in pubblico, poi si arriva a una legge. Ma non finisce qui: c'è la fase dell'applicazione, che è altrettanto lunga e dura. Anche in Italia quando l`aborto fu legalizzato le cliniche clandestine non scomparirono in 24 ore. Capita a volte di fare un passo avanti e due indietro: bisogna accettarlo». Ma si aspettava una notizia così dopo poco più di un mese dall`entrata in vigore della legge? «Diciamo che sono dispiaciuta ma non sorpresa. Mi preoccupano molto di più le morti sconosciute che quelle di cui veniamo a sapere: quando se ne parla vuol dire che il tabù è rotto». A differenza di quanto accaduto in passato i media egiziani hanno dato grande risalto alla storia: che segnale è? «E’ un segnale molto forte. Significa che da tabù che era quando iniziammo a parlarne, questo tema è diventato un argomento di discussione pubblica. Il ruolo dei media - e in particolare delle televisioni e delle radio, che sono più diffuse fra gli strati più bassi della popolazione - è fondamentale. Non è possibile fare un porta a porta per spiegare a tutti cosa è cambiato e perché non bisogna sottoporre le bambine a questa pratica, serve che i media parlino e spieghino». Non teme che il momento della vittoria possa non arrivare mai? «No, la battaglia non è persa. Non si ferma in poche settimane un fenomeno millenario. Credo però che occorra lottare perché la legge sia applicata: chi praticava le infibulazioni per soldi non smetterà immediatamente. E l'idea non scomparirà in tempi brevi dalle menti di chi crede che sia una pratica giusta. La morte di questa ragazza dimostra che le iniziative come quella dell'abolizione delle mutilazioni genitali femminili sono lunghe, soprattutto quando affrontano temi così diffusi nella sub-cultura popolare come questo». Quali secondo lei dovrebbero essere i prossimi passi per la campagna? «Per quanto riguarda l'Egitto occorre insistere sui media e con la campagna di informazione. So che il ministero della Sanità ha fatto una circolare a tutti i medici spiegando che le mutilazioni sono vietate in ogni caso, e questo mi sembra un buon passo. A livello internazionale, dopo l'incontro in Mali lo scorso anno "Non c'è pace senza Giustizia" ne sta organizzando un altro in Etiopia: anche in questo caso, occorre dare sostegno alle organizzazioni locali che si battono contro la pratica e che spesso faticano a trovare spazio per far sentire la loro voce o si scontrano con l'opposizione di religiosi e conservatori».





Altri articoli su:
[ Africa ] [ Diritti Umani, Civili  & Politici ] [ Islam e democrazia ] [ Italia ] [ Stop FGM! ] [ Unione Europea ]

Comunicati su:
[ Africa ] [ Diritti Umani, Civili  & Politici ] [ Islam e democrazia ] [ Italia ] [ Stop FGM! ] [ Unione Europea ]

Interventi su:
[ Africa ] [ Diritti Umani, Civili  & Politici ] [ Islam e democrazia ] [ Italia ] [ Stop FGM! ] [ Unione Europea ]


- WebSite Info