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DOCUMENTARIO DEDICATO DA AL-JAZEERA ALLA LEADER RADICALE EMMA BONINO

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BONINO ALLA UE: "STOP ALLA CINA" LA GDF SEQUESTRA 75MILA GIOCATTOLI

La Repubblica - 18 agosto 2007 Il ministro per il Commercio estero chiede il bando che blocchi l'import da parte dell'Europa. A Roma prima accusa contro Mattel, sequestrati documenti in sede di Aldo Fontanarosa ROMA - E` successo con i pistacchi iraniani nel 1997 per colpa di una muffa che si sospetta cancerogena: l'aflatossina. Poi con le patate egiziane contaminate da insidiosi batteri dal nome latino. E con i pesci indonesiani. Avevano stamina e metalli tra le lische. Quando si sente minacciata, l'Europa si chiude a riccio. Congela le importazioni dai Paesi esotici; pretende che i produttori esteri producano come Europa comanda; chiede ai doganieri controlli a campione più seri. Misure simili sono in arrivo anche per i giocattoli fabbricati in Cina. Mentre la Finanza italiana sequestra 75.000 prodotti della Mattel nel Novarese, Emma Bonino, ministro per il Commercio Internazionale, dice che l'Unione europea potrà spingersi fino a bloccare l'import di bambole e super-eroi in arrivo da Pechino. Certo, la reazione dovrà essere proporzionata al male. Per questo, l'Unione europea ha prima spedito una lettera alle Nazioni comunitarie. Ora aspetta le relazioni che le permetteranno di decidere con equilibrio. Equilibrio, dunque. Bonino è convinta che le colpe non siano solo del fabbricante cinese. Ha le sue belle responsabilità «anche l'ingegnere americano che disegna le calamite» magari troppo piccole. In Italia si muovono magistrati, finanzieri, consumatori. Da Torino, il pubblico ministero Guariniello chiede documenti alla sede milanese di Mattel, società che vive un brutto agosto per i giocattoli di grido finiti nella lista nera, da Batman Scudo Magnetico a Barbie con Tanner. Lo stesso Guariniello coordina i Nas che girano l'Italia per catturare i giocattoli sbagliati. Su incarico della Procura diVerbania, invece, la Finanza sequestra 75000 giochi in un magazzino di Oleggio Castello (siamo a Novara). Proprio il magazzino di Oleggio Castello, l'unico di Mattel nel nostro Paese, diventerà quartier generale dell'emergenza. Qui la Finanza concentrerà tutti i giocattoli che saranno via via sequestrati in Italia. Forse anche quelli bloccatiieri al Porto di Genova in 4 container. Ad una prima analisi, gli investigatori sospettano il solito banale efficiente trucco. Tanti balocchi hanno il marchio Ce sulle etichette - la patente di sicurezza - mentre invece non sono sicuri. Quando gli ispettori ministeriali accerteranno che il gioco è un pericolo, sarà incenerito. Lo stabilisce una direttiva europea del 1988, attuata in Italia con un decreto legislativo del `91, poi corretto con un decreto del 1997. Le norme sono discrete. Ma non prevedono niente di specifico per le calamite: lo sottolinea Natale Consonni, dell'Istituto Italiano per la Sicurezza dei Giocattoli. Resta da capire poi se le sanzioni siano state aggravate dal 1991 a oggi. Fabbricanti europei, distributori e commercianti - se sbagliano - rischiano ammende irrisorie fino a 20 mila euro. Così almeno dice il testo del decreto legislativo del `91. Il deputato leghista Roberto Cota, invece, accusa il governo di non aver attivato l'Alto Commissariato per la Lotta alla Contraffazione che pure sulla carta esiste. E mentre la catena milanese Toys Center giura che ritirerà tutti i giochi a rischio dagli scaffali senza aspettare i controlli, da Roma parte la prima causa. Si muove Luciana S., una mamma con una bimba di 7 anni. «Sono sempre stata attenta a comprare giocattoli di marche sicure e non dalle bancarelle. Ed è scandaloso che li facciano pagare cari, perché sono cari, e si venga poi a sapere che hanno colori tossici». L'associazione Codacons assisterà la mamma delusa.





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