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MATTEL, SEQUESTRATI 75MILA GIOCATTOLI

QN - 18 agosto 2007 Blitz della Finanza a Novara. La Bonino: "Stop dall'Ue". Prima causa per danni Quasi 75 mila giocattoli della Mattel sono stati sequestrati in provincia di Novara dalla Guardia di Finanza. Nella città piemontese, fino ad alcuni mesi fa, la multinazionale aveva la sua sede. Gli esemplari erano custoditi in un magazzino di Oleggio Castello. L'operazione rientra in un'inchiesta della procura di Verbania. Le Fiamme Gialle novaresi hanno anche individuato dei prodotti analoghi, provenienti dalla Cina, in quattro container in arrivo nel porto di Genova. Nel deposito di Oleggio Castello la Guardia di Finanza intende concentrare tutti i giocattoli oggetto di ritiro o ancora nei magazzini dei clienti italiani della Mattel. I prodotti resteranno a disposizione dell'autorità giudiziaria e del Ministero delle Sviluppo economico, che farà eseguire i test di conformità al marchio Ce. Gli esemplari che non supereranno l'esame verranno distrutti. La Mattel, come dicono al comando delle Fiamme Gialle, sta collaborando attivamente al recupero dei giocattoli ancora presenti nel mercato nazionale. Il provvedimento di sequestro, eseguito dai finanzieri del nucleo di polizia tributaria di Novara, è scattato per la presunta violazione del decreto 206 del 2005 (il «codice del Consumatore») e di una legge del 1991 sulla sicurezza dei giocattoli. ACCERTAMENTI sono stati svolti anche a Milano, nella sede della Mattel. Sono stati disposti dalla procura di Torino nell'inchiesta sulla presenza nel mercato italiano di giocattoli potenzialmente nocivi. Il pm Raffaele Guariniello sta coordinando i controlli e i campionamenti dei prodotti svolti a livello nazionale dai carabinieri del Nas. A Milano, secondo quanto si apprende da fonti investigative, verranno ascoltate alcune persone e saranno esaminati dei documenti. INTANTO IL CODACONS ha avviato la prima causa pilota contro la Mattel per «risarcire una mamma di 44 anni preoccupata per le possibili conseguenze sulla sua bambina di 5 anni, Sara, che ha giocato fino a ieri con una Barbie». «I danni chiesti - ha spiegato la signora, un avvocato civilista da anni associata al Codacons - sono per la preoccupazione, per la mancata corrispondenza tra la qualità promessa e quella reale, e perché resta l'interrogativo sugli effetti dei giocattoli. Ci si chiede cosa possano provocare per arrivare a ritirarli dal mercato. Mi sono sentita presa in giro. Sono sempre stata attenta a comprare per mia figlia dei giocattoli di marche sicure e non quelli che si trovano sulle bancarelle, anche se questi costavano molto di meno». A FAR SENTIRE la propria voce, ieri, è stato anche il ministro del Commercio Internazionale Emma Bonino, sull'ipotesi di un blocco delle importazione dalla Cina da parte dell`Ue, dopo il caso dei giocattoli Mattel. Un bando all'import da un determinato paese «è una misura in possesso della Commissione Europea ha spiegato il ministro -, che l'ha già messa in campo più di una volta». Del resto - ha detto -, in merito alla questione dei giochi «Bruxelles ha già inviato un'informativa ai Paesi membri».





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