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SUI GIOCATTOLI A RISCHIO PECHINO CONTRATTACCA

Panorama Economy - 23 agosto 2007 Il giro di vite del governo cinese nei confronti dei produttori con bassi standard qualitativi è partito un anno e mezzo fa di Gianluca Ferraris La crisi dei giocattoli made in China? Pechino l'aveva prevista già da un anno e mezzo. Secondo la stampa asiatica gli allarmi degli ultimi giorni, che hanno spinto colossi come Mattel e Hamleys al ritiro di oltre 20 milioni di gadget prodotti in Cina a causa del contenuto eccessivo di piombo e fatto ipotizzare al ministro italiano per il Commercio estero Emma Bonino il blocco temporaneo delle importazioni, non sono giunti inattesi. All'inizio del 2006 le misure imposte dal Wto, la crescita dei salari e il rincaro di plastica e carta stavano mettendo a rischio la competitività di un settore fondamentale per l'economia cinese (8.500 aziende, un fatturato export di 13 miliardi di dollari e una quota di mercato mondiale del 70%). Così il governo, in attesa di varare possibili misure di sostegno, decise per la prima volta da un decennio a questa parte di monitorare la situazione nel Guangdong, regione dove si concentrano i tre quarti della produzione locale di giocattoli. Risultato: solo il 63% delle fabbriche ispezionate risultava in regola con gli standard qualitativi e sanitari richiesti, e anche il controllo esercitato dai committenti esteri risultava spesso poco più che formale. A chi non si era dimostrato all'altezza delle aspettative Pechino chiese di migliorare le proprie performance, magari puntando sulla produzione hi-tech, oppure di orientarsi verso il comunque ricco mercato domestico. Dal 1° giugno 2007, inoltre, il ministero del Commercio ha esteso ai giocattoli la norma che vieta l'esportazione di prodotti non conformi alla certificazione CCC (la più alta prevista dalla legge). Il «pugno di ferro» chiesto oggi dai governi occidentali, insomma, è già in azione. Ma come dimostrano gli ultimi avvenimenti, le fabbriche cinesi - quasi sempre semplici terziste dei grandi marchi europei e americani - hanno dimostrato di saper aggirare piuttosto agevolmente ogni restrizione.





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