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DOCUMENTARIO DEDICATO DA AL-JAZEERA ALLA LEADER RADICALE EMMA BONINO

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EMMA STRIGLIA PRODI SULL’IRAQ

“Il grande baccano politico-mediatico provocato in Italia tra le più disparate prese di posizioni, accuse, sconfessioni, scoop televisivi, tentativi di aut-aut e rovinose cadute di improbabili linee Maginot, sovrasta la voce degli iracheni al punto da renderla non udibile”. La voce di Emma Bonino, invece, squilla forte e chiara per denunciare il ventaglio di speculazioni agitato dall’opposizione in questi ultimi giorni sulla situazione irachena. E non rinuncia ad attaccare duramente la linea tenuta da Romano Prodi. “Certamente – sottolinea la Bonino – a nessuno piace essere militarmente occupato. Per questo la futura amministrazione irachena sarà interpellata sull’uso delle forze multinazionali che resteranno dal primo luglio al gennaio 2005. Poi, dopo le elezioni,il nuovo governo, pienamente legittimo, deciderà se le forze multinazionali dovranno rimanere oppure no”. L’obiettivo prioritario su tutto e condiviso, secondo la Bonino, dagli stessi iracheni, è quello di “evitare che l’Iraq cada in mano ai fanatici religiosi di diverse fazioni, agli ex fedelissimi di Saddam e ai terroristi provenienti da diversi Paesi”. Tutti motivi questi per cui la leader radicale si è scagliata ferocemente contro la scelta della Lista Prodi a favore del ritiro della missione italiana. “Ha finalmente gettato la maschera – ha commentato – proponendo il rientro senza aspettare la scadenza del 30 giugno. Questa decisione chiude la porta a qualsiasi sforzo dell’Onu, in particolare al piano Brahimi”. Arriva così direttamente dal presidente della Commissione europea, appiattito sul pacifismo massimalista, l’ultimo colpo al fragile processo di transizione in Iraq.





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