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MA IN ITALIA I CONTROLLI FUNZIONANO
Panorama Economy - 30 agosto 2007
Intervista al ministro Bonino
Cosa succederà dopo l'allarme giocattoli? Cosa devono fare l'Italia e Bruxelles per tutelarsi? Economy lo ha chiesto a Emma Bonino, ministro per le Politiche europee e il Commercio estero.
Ministro Bonino, dopo dentifrici, grembiulini e pigiami ora tocca a giocattoli e medicinali. È allarme made in China?
Certo l'entità del ritiro dei giocattoli ha fatto scalpore ma in realtà moltissimi prodotti, e non solo made in China, ogni settimana vengono sequestrati perché pericolosi, difettosi o semplicemente non in regola con le direttive dell'Unione europea.
Non si tratterà solo dei nuovo capitolo di una guerra commerciale (sempre meno sotterranea) con Pechino?
In questi giorni ho letto le più svariate analisi sul tema. C'è chi ha parlato di un complotto montato ad hoc per ridimensionare la forza economica della Cina. Non credo a queste ipotesi, così come non credo che tutto ciò che viene prodotto in Cina sia automaticamente di bassa qualità . Le economie industriali asiatiche crescono e non è certo con il protezionismo che batteremo la loro concorrenza.
In Europa, però, tira di nuovo aria di dazi commerciali...
Sulla questione specifica dei giocattoli, la Commissione studierà a fondo il dossier e prenderà quindi la decisione più giusta, o quantomeno la più «informata», anche dopo aver sentito gli Stati membri. Non escludo una messa al bando degli articoli più pericolosi, ma naturalmente non ho gli elementi per sollecitarla.
Qualche colpa ce l'avranno anche i committenti, quasi sempre occidentali.
Certo. Il caso Mattel, ma non solo, insegna che non bisogna mai perdere il controllo sul processo produttivo né limitare gli investimenti sulla qualità e la sicurezza. Le grandi multinazionali che hanno spostato la produzione in Oriente dovrebbero farsi sempre garanti del prodotto finale che porta il loro logo.
L'impressione generale è che comunque in Italia i controlli abbiano funzionato.
Spesso veniamo indicati come modello di scarsa efficienza. Invece i controlli italiani sono quotidiani e molto efficaci. A livello europeo il Rapex, il nuovo sistema comunitario di allerta rapida, sta dando ottimi risultati. Servono però più coordinamento e un maggiore impegno sui fronti della contraffazione e della tracciatura di origine.
La minaccia futura?
Quello che mi fa più paura immaginando i prossimi anni è il fenomeno legato alla contraffazione dei farmaci.
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