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L'EGITTO DA' IL VIA ALLE GRANDI OPERE

Il Sole 24 Ore - 4 settembre 2007 Entro due mesi primi maxi-appalti. Il ministro Bonino: occasioni per l'Italia di Micaela Cappellini L'Egitto è pronto ad aprire il grande capitolo delle infrastrutture. Si comincia dalle ferrovie: 5mila chilometri di tracciato che hanno bisogno di un lifting completo per il quale il Governo ha già dato l'ok, strizzando l'occhio anche alla prospettiva di qualche tratta ad alta velocità. Si continua con i porti (1,5 miliardi di dollari lo stanziamento dell'Esecutivo soltanto per questi) e con gli interporti: quello di Alessandria, strategico nell`ottica del transito delle merci cinesi verso il Mediterraneo, ha appena inaugurato la nuova area container, ma molto resta ancora da ampliare. Senza contare le autostrade, gli aeroporti e anche il trasporto fluviale. Un maxipiano da svariati miliardi di euro, con le prime gare d'appalto che dovrebbero essere pubblicate già fra un paio di mesi. Parte dei finanziamenti, cioè tra i 7 e i 9 miliardi di euro, secondo il ministro egiziano del Commercio e dell'industria Rachid Mohamed Rachid, proverranno dai risparmi che lo Stato egiziano raccoglierà nei prossimi tre anni dalla fine dei sussidi energetici alle aziende. Proprio a metà agosto, infatti, Il Cairo ha dato l'ok alla legge che pone fine ai prezzi agevolati di elettricità e gas, che si stavano rivelando un insostenibile fardello per il bilancio pubblico egiziano. Gli aumenti, che nel caso del gas porteranno a una crescita delle tariffe industriali da 1,25 a 2,6 dollari per milione di unità, riguarderanno solo quattro settori (cemento, acciaio, fertilizzanti e alluminio), ma al suo interno colpiranno indistintamente tanto le aziende locali quanto quelle straniere. «Si tratta di una manovra che era attesa da tempo, e che non sembra preoccupare gli investitori» assicura il ministro per il Commercio internazionale Emma Bonino, che ieri era al Cairo per incontrare il suo omologo egiziano Rachid. Un'occasione, questa della visita, per rilanciare il ruolo che le imprese italiane possono ritagliarsi all'interno del maxipiano delle infrastrutture del Governo Nazif. «A questo proposito - ha detto il ministro Benino - organizzeremo a Bologna, agli inizi di gennaio, una missione di imprenditori e di rappresentanti delle istituzioni egiziane per presentare alle aziende italiane le opportunità che si stanno aprendo nel comparto delle infrastrutture, e delle ferrovie in particolare. Farà seguito, tra marzo e aprile, una nuova missione del Sistema Italia al Cairo, con il Governo, Confindustria, l'Abi e l'Ice». L'altro settore su cui punta l'Italia è quello agroalimentare. Ieri al Cairo era presente anche il ministro delle Politiche agricole Paolo De Castro per siglare un memorandum d'intesa che avvia una stretta collaborazione tra Fiera di Parma e Fiera del Levante, che forniranno il loro know how nel campo delle tecnologie agroalimentari, e quella del Cairo. Lo stesso ministro ha firmato anche due protocolli perla cooperazione agroalimentare e la sicurezza fitosanitaria: «Tra Italia ed Egitto - ha detto De Castro - possono crescere le partnership soprattutto nel food processing». Oggi l'Italia è il primo cliente dell'Egitto, davanti agli Stati Uniti, e il quarto fornitore. Nel 2006 l'interscambio commerciale ha fatto un balzo record del 40%: merito soprattutto delle esportazioni egiziane di petrolio e di gas naturale, ma anche di una certa crescita del nostro export di macchinari, che da soli rappresentano oltre il 40% delle vendite italiane al Cairo. «Si tratta di un buon risultato - ha commentato il ministro Bonino - ma anche di un'occasione per fare di più». Sfruttando, per esempio, le Zone franche, dove vige l'esenzione dal pagamento delle tasse così come dai dazi doganali. In Egitto ce ne sono già sei - ad Alessandria, Nasr City, Porto Said, Suez, Ismailia e Damietta - mentre altre due sono in via di realizzazione, a Sud di Suez e neipressi dell'aeroporto del Cairo.





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