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"LE IMPRESE UE NON INVESTONO NEI CONTROLLI"

La Stampa - 6 settembre 2007 di Rosaria Talarico Emma Bonino, ministro per il Commercio internazionale, i detrattori della Cina hanno buon gioco alla luce dei casi recenti di merci pericolose prodotte in quel Paese. ┬źIn effetti il fenomeno ha investito tutta una serie di prodotti fabbricati in Cina, dai dentifrici ai cibi per gli animali. Ma c'├Ę un aspetto positivo┬╗. Quale? ┬źE' un buon segnale che queste cose si sappiano. Altro discorso sono gli aspetti patologici della delocalizzazione┬╗. In che senso? ┬źNon si possono accollare tutte le responsabilit├á alle autorit├á cinesi. Le responsabilit├á sono miste. E' intollerabile che le grandi imprese occidentali non investano in controlli sulla produzione. Indipendentemente da dove venga fatta, in Sudafrica o in Cina. Mattel si ├Ę comportata bene e ha riconosciuto l'errore. Ma il problema del controllo sul prodotto rimane┬╗. Cosa si pu├▓ fare? ┬źNon si deve aspettare l'arrivo delle merci a destinazione per fare le necessarie verifiche. I controlli sui materiali devono essere fatti a monte, nei luoghi di produzione. Altrimenti non ├Ę una delocalizzazione seria. I rischi possibili sono alti per i cittadini-consumatori di qualsiasi parte del mondo┬╗. Per├▓ gli standard cinesi sulla sicurezza non sono comparabili con quelli dell'Unione europea. ┬źDirei che i danni di immagine che sono derivati da questi ultimi casi di merci pericolose stanno spingendo le autorit├á cinesi a rafforzare la parte regolamentare. Ma la responsabilit├á ├Ę di chi delocalizza, poich├ę la parte del mondo occidentale che ├Ę nel Ventunesimo secolo si confronta con un'industria che lavora nelle condizioni del secolo scorso┬╗. Si registrano segnali di sfiducia verso la Cina come paese produttore non molto affidabile? ┬źI dati in nostro possesso dicono di no. Ma magari agosto non ├Ę un gran periodo per l'acquisto di giochi. Devo aggiungere che le imprese italiane sono quelle pi├╣ ligie nel tenere alla qualit├á del prodotto. Non lo dico io, ma il sito della Commissione europea che pubblica l'elenco, valido per tutti i Paesi, delle merci ritirate dal mercato. Le nostre industrie si comportano bene. Al ritiro procedono spesso le stesse imprese, non solo le autorit├á di governo┬╗. Esiste una cura? ┬źUna sempre maggiore informazione per i cittadini e la responsabilizzazione, gi├á prevista dalle legge europea. E' l'operatore economico a dover immettere sul mercato prodotti sicuri e in regola con le norme┬╗. Altre misure utili? ┬źNell'Unione europea ci battiamo per la marcatura, l'etichetta obbligatoria. Non in senso discriminatorio, ma come elemento ulteriore di informazione ai consumatori. Ma per ora la maggioranza degli Stati membri ├Ę contraria┬╗. L'Unione europea cosa fa sul fronte della tutela dei consumatori? ┬źCi sar├á una revisione delle norme europee sulla sicurezza dei prodotti importati, in particolare dei giocattoli, a cui parteciper├á fra gli altri anche la Mattel. Lo ha annunciato ieri Meglena Kuneva, commissario Ue per la protezione dei consumatori. Nei prossimi due mesi sar├á fatta una revisione dei controlli e delle misure di sicurezza sui prodotti in generale e in particolare sui giocattoli. Al lavoro parteciperanno i commissari Ue per il Commercio, per il Fisco e per l'Industria e ad ottobre dovrebbero essere tirate le prime conclusioni┬╗. Qual ├Ę la situazione nel caso delle merci contraffatte? ┬źBeh, in questo come italiani siamo bravissimi. Una buona fetta delle borse e del resto che vediamo per le nostre strade lo produciamo da soli. Certo, ora ├Ę sempre pi├╣ evidente un interesse cinese al rafforzamento dei diritti sulla propriet├á intellettuale perch├ę molti settori della loro industria hanno scoperto cos├Č il problema di tutelare brand e invenzioni. Non dimentichiamo che la Cina ├Ę il Paese che ha depositato pi├╣ brevetti a livello mondiale┬╗. Quindi cosa occorre fare? ┬źAgganciare questa loro esigenza, utilizzandola per rafforzare nell'ambito del Wto la tutela dei brevetti con controlli adeguati┬╗.





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