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IL FATTORE MONETARIO NON FRENA L'EXPORT ITALIANO

Il Sole 24 Ore - 28 settembre 2007 L'Istat: ad agosto in aumento del 13,7% di Daniele Barzaghi L'euro forte non ha danneggiato gli scambi commerciali tra l'Italia e i Paesi esterni all'Unione europea che, anzi, continuano ad aumentare. In agosto l'import è cresciuto appena dell'1,9%, l'export addirittura del 13,7%. Alle esportazioni extra-Ue sono mancati soltanto 961 milioni di curo per bilanciare le importazioni. «Un buon risultato, considerando che il saldo è inferiore di oltre un miliardo di euro dell'agosto 2006» ha affermato una soddisfatta Emma Bonino, ministro per il Commercio Internazionale, commentando i dati Istat sullo scorso mese. Il dato, positivo, è la conseguenza di sette mesi consecutivi durante i quali le vendite italiane all'estero hanno superato gli acquisti. Il miglioramento tendenziale delle esportazioni è stato trasversale a quasi tutti i settori. Eccetto benzina e gasolio (-17%), cuoio e derivati (-1,3%) e prodotti chimici (-0,4%), tutti i comparti hanno aumentato le vendite all'estero. I rialzi più evidenti riguardano apparecchiature meccaniche (+23,2°,), prodotti dell'agricoltura e della pesca (+20,9%), i metalli e derivati (+19,3%) e le altre produzioni manifatturiere (+57,1%), mobili compresi. Il confronto tra agosto 2007 e lo stesso mese del 2006, ha visto crescere in blocco anche le importazioni. In particolare, mobili (+55,7%), prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (+32,5%), minerali non energetici (+25,9%), carta e prodotti editoriali (+24,5%). Solo per minerali energetici (-9,3%), elettricità, gas e acqua (-0,3%), l'approvvigionamento all'estero è calato. Le produzioni made in Italy in agosto hanno interessato praticamente ogni Paese straniero. Nel fare una classifica è però evidente che il rialzo maggiore degli acquisti lo hanno fatto gli Stati dell'Opec (+37,8%), i produttori di petrolio, la Russia (+20,4%) e la Cina (+16,5%). Con Mosca e Pechino è l'interscambio generale a crescere: le importazioni dai due giganti sono aumentate rispettivamente del 14,1% e del 32,2 per cento. I prodotti russi e cinesi interessano sempre di più i compratori italiani, così come le merci provenienti da Stati Uniti (+22,8%), dal sudamericano Mercosur (+8,6%) e dal Sud-Est asiatico (+3,8%). Nel rapporto Istat spicca soltanto un dato negativo, il raffreddamento di rapporti col Giappone: -4% dell'import e, soprattutto, -12,2% dell'export italiano.





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