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BONINO: "MADE IN ITALY OK MA PREOCCUPA IL SUPEREURO"

Il Messaggero - 3 ottobre 2007 di Guglielmo Quagliarotti L'economia italiana continua ad essere trainata dall'export ma la corsa del super euro, che potrebbe arrivare «abbastanza velocemente a 1,50 dollari», potrebbe riservarci qualche sorpresa. È la previsione del ministro del Commercio Internazionale, Emma Bonino, secondo la quale il problema per i prodotti italiani venduti all'estero non si pone tanto oggi, ma potrebbe sorgere «a medio termine». «A 1,41 dollari siamo in pieno boom dell'export, il problema - ha sottolineato a margine della presentazione delle linee guida della Simest 2008-2010 - più che oggi è a medio termine, perché non è detto che vada sempre tutto così bene». «Non nascondo qualche preoccupazione per lo scenario economico mondiale - ha aggiunto - sia per gli effetti dei subprime americani, sia per un euro così forte». Nell'escludere un rafforzamento del dollaro a breve, Bonino ha auspicato che, «fatta salva l'indipendenza della Bce, i capi di Stato e di governo che si riuniscono a Lisbona il 18 ottobre vogliano dedicare parte della loro attenzione a questo scenario». Il ministro ha ribadito la buona salute dell'export nonostante le alte quotazioni della moneta unica. Inoltre «poichè le materie prime energetiche si pagano in dollari c'è una certa compensazione in senso lato». Ammontano a quasi 300 milioni di euro le risorse su cui l'export italiano potrà fare leva per crescere ulteriormente nel 2008 dopo il buon andamento degli ultimi mesi. Agli 80 milioni stanziati dalla Finanziaria per l'Ice (erano 60 lo scorso anno), se ne aggiungono infatti altri 200 inseriti nella legge di bilancio per la Simest e 11 milioni di utili che la stessa società reinvestirà per sostenere le imprese all'estero. In tutto 291 milioni. Al termine del cda della Simest che ha recepito le linee direttrici nel triennio 2008-2010, presenti l'Amministratore delegato, Massimo D'Aiuto e il presidente Giancarlo Lanna, Bonino ha sottolineato come la Finanziaria abbia «riconosciuto, almeno parzialmente, la rilevanza dell'export italiano».





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