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KAZAKHSTAN, ITALIA PIONIERA

Il Sole 24 Ore - 7 ottobre 2007 Le maggiori opportunità di business nel credito e nell'impiantistica di Nicoletta Picchio Energia, ma non solo. C'è un ventaglio di tutto il made in Italy, dall'arredamento all'alimentare alla meccanica, tra le duecento imprese in arrivo, domani, in Kazakhstan. Grandi aziende, dall'Eni a Finmeccanica, ma anche le piccole. Da domani a mercoledì l'Italia sarà in visitaufficiale ad Astana ed Almaty: una missione organizzata da Confindustria, Ice, Abi e Unioncamere (che firmerà un accordo con le Camere kazake), insieme al Governo. Luca di Montezemolo guiderà la delegazione delle imprese, mentre la presenza di Romano Prodi sta a testimoniare l'impegno del Governo per l'internazionalizzazione del Paese. I numeri e le caratteristiche del Kazakhstan spiegano l'interesse politico ed economico: un Pil in crescita del 10,2% nei primi sei mesi del 2007, una tendenza che va avanti da tempo, un reddito procapite aumentato del 27,6% nel primo semestre di quest'anno, la grande ricchezza di materieprime, dal gas al petrolio. E' bastato sfogliare questo dossier per spingere le aziende a muoversi. «È un risultato straordinario, che la dice lunga sulla voglia di ricercare nuovi mercati dell'imprenditoria italiana», dice Giuseppe Morandini, presidente della Piccola industria di Confindustria. Tanto più, aggiunge, che si tratta di una «missione esplorativa». La presenza italiana nell'area è agli albori, se si accettua la presenza dell'Eni sul giacimento di Kashagan, oggi oggetto di un contenzioso tra l'azienda e il Governo kazako (un tema al centro dell'agenda di Prodi) e di altre aziende di impiantistica e infrastrutture: tra questi, il Gruppo Maire Tecnimont, che già all'inizio degli anni 70 ha costruito un impianto petrolchimico a Guriev, oggi Atirau, e ha 44 impianti petrolchimici nell'area ex Urss, e l'impresa di costruzioni Todini, che dal 1999 ad oggi ha realizzato grandi collegamenti stradali e impianti di irrigazione. Due gruppi che hanno grandi progetti di sviluppo nell'area: Maire Tecnimont ha in ballo la realizzazione di un grande impianto petrolchimico sul Mar Caspio, mentre Todini Costruzioni sta partecipando ad alcune gare per realizzare strade e ha già creato una società di diritto locale. La missione comincerà domani ad Astana, con il forum istituzionale tra autorità kazake, gli interventi di Montezemolo, Prodi, del ministro per il Commercio internazionale, Emma Bonino, il presidente dell'Abi Corrado Faissola, e l'amministratore delegato di Unicredit Group Alessandro Profumo, che a giugno ha avviato l'acquisizione della banca kazaka ATF Bank, la terza del Paese. Martedì la delegazione imprenditoriale si sposterà ad Almaty, dove avverranno gli incontri faccia a faccia: ne sono già previsti 800 e gli imprenditori kazaki interessati sono 200. Mercoledì è prevista la visita alle aree industriali. «Questa volta ci siamo mossi in anticipo rispetto agli altri Paesi, proprio considerando il potenziale di quest'area. Il Kazakhstan sta cominciando a diversificare, aggiungendo al settore oil una serie di produzioni che possono avere sinergie con la nostra struttura industriale», continua Morandini. Tra i vari settori c'è, per esempio, l'alimentare: stanno crescendo i consumi e anche gli investimenti. «I ristoranti italiani sono sempre pieni, i sapori made in Italy piacciono», dice il presidente dell'Ice, Umberto Vattani, annunciando che l'ufficio di Almaty sta preparando iniziative mirate di degustazione. Ed in effetti tra i partecipanti alla missione ci sono imprenditori leader nel settore alimentare, come Auricchio e Colussi. «Ancora siamo presenti marginalmente, ma puntiamo a crescere e non solo con le esportazioni: stiamo valutando anche la nascita di nuovi impianti», dice Angelo Colussi, riferendosi in particolare alla pasta. «Ci sono aree attigue al Kazakhstan dove si produce grano e il potenziale è molto incoraggiante: solo la Russia per noi è il quarto mercato di consumo di pasta», continua l'imprenditore umbro. Ma il made in Italy è anche meccanica e tecnologia, come sottolinea Ettore Riello, presidente di Anima, l'associazione che riunisce le aziende metalmeccaniche e affini, e produttore di scaldabagni e climatizzatori. Anima, racconta Riello, ha già un rappresentante in Kazakhstan, ma si sta pensando di aprire un ufficio vero e proprio. Il trend di crescita del Paese, continua, prospetta molte possibilità di business, sia per acquisti in loco nella componentistica sia per investimenti produttivi. «Entro i prossimi cinque anni le municipalità locali saranno simili alle grandi città europee», dice Riello, che incontrerà aziende locali per verificare la qualità della produzione e l'opportunità di jointventure. Una premessa per la missione che Anima ha in programma a giugno 2008. Accanto alle imprese, le banche. L'Abi sarà presente, oltre che con il presidente Faissola, con sette gruppi: Antonveneta ABN Amro, Mps, Banca popolare di Verona e Novara, Intesa Sanpaolo, Mediobanca, UniCredit Group, Ubae.





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