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PIU' ITALIA IN KAZAKHSTAN
Il Sole 24 Ore - 9 ottobre 2007
Governo e imprese in missione ad Astana. Dalle banche plafond di 600 milioni
di Nicoletta Picchio
Astana - «Appena tre anni fa sarebbe stato impensabie: quando siamo andati in Cina, a dicembre del 2004, con l'ex presidente della Repubblica, Ciampi, abbiamo faticato a portare 70 imprese». Luca di Montezemo lo guarda la platea: 200 aziende italiane, accanto ad altrettante kazake. Alcuni grandi gruppi, da Finmeccanica a Pesenti, a Eni, ma anche tanti piccoli. L'imprenditoria italiana punta a conquistare nuovi mercati, anche grazie alle missioni su cui Montezemolo, da presidente di Confindustria, ha spinto moltissimo, insieme a Ice, Abi, e ai Governi in carica «E' importante portare fuori l'Italia che fa squadra», ha detto il presidente degli industriali.
La missione che si è aperta ieri è in Kazakhstan, un Paese che ha un ritmo di crescita del Pil del 10% e che può essere un importante partner per l'imprenditoria italiana. L'intenzione del Governo kazako, come ieri hanno detto sia il presidente Nursultan Nazarbayev, sia il primo ministro Karim Masimov, è di non puntare solo sull'energia ma di far crescere un tessuto di piccole imprese. «Il loro modello di sviluppo presuppone un'industria manifatturiera forte e innovativa, qualcosa che noi italiani conosciamo molto bene», ha detto Montezemolo.
Ma il Kazakhstan rappresenta anche un'area strategica all'interno dell'Asia centrale. E il presidente del Consiglio, Romano Prodi, ha sottolineato il «risvolto politico forte» di un'intesa tra Italia e Kazakhstan, «proprio per i rapporti che questo Paese ha con la Russia, ma anche con gli Usa e con la Cina, e per l'interesse a stringere legami con l'Unione europea. In questo l'Italia può avere un ruolo privilegiato».
Grandi prospettive, quindi. A patto, però che ci sia certezza delleregole.«Rispetto alle condizioni attuali è indispensabile evitare passi indietro» ha detto il presidente di Confindustria. Stesso invito da parte di Prodi e del ministro del Commercio internazionale, Emma Bonino. Il riferimento implicito è all'intenzione del Governo kazako di facilitare la revoca delle concessioni alle società estere, modifica che cambierebbe le carte in tavola sul contenzioso con l'Eni. Ma è un avvertimento che vale per i rapporti futuri.
Al nastro di partenza ci sono molte iniziative. Ieri Confindustria ha firmato un accordo di collaborazione con Atameken, l'omologa locale, per favorire gli investimenti reciproci. Finmeccanica, come ha spiegato il presidente Pierfrancesco Guarguaglini, ha trattative in quattro settori la messa in sicurezza di pipeline, inizialmente per 200 chilometri, l'offerta di circa 25 elicotteri Augusta Westland A109 e A139 a enti governativi, l'automazione postale con Elsag e una collaborazione nel settore spaziale con Telespazio. Anche il gruppo Pesenti, che è presente dal 1997, punta a diventare il numero uno sul mercato: oggi produce i milione di tonnellate dicemento suun totale locale di 4,2. Un mercato che nel 2006 è cresciuto di oltre il 30%. Nel 2011 Pesenti vuole arrivare a prodiere trai 3 e 4 milioni di tonnellate.
Avranno sicuramente effetti anche gli incontri faccia a faccia, circa 800, tra le imprese che si terranno oggi al Almaty. Ieri ad Astana ci sono stati gli incontri istituzionali e i seminari di approfondimento su cinque settori: infrastrutture, beni di consumo di alta qualità , agroindustria, alta meccanica, costruzioni e materiali edili, oli e gas. Domani la missione proseguirà in alcune aree industriali.
Accanto alle imprese, le banche: c'è un plafond di 600 milioni di euro, utilizzato solo per metà , ha detto il presidente dell'Abi, Corrado Faissola. Ad Astana sono presenti sette istituti, tra cui UniCredit, che ha giugno ha acquisito ATP, la terza banca kazaka. Tra poco avverrà il closing, ha detto Alessandro Profumo, che vuole portare gli sportelli dagli attuali 150 a 250 e punta a crescere in tutta l'area dell`Asia centrale, aumentando la rete e coinvolgendo il management locale.
Montezemolo ha ringraziato il ministro Bonino per il suo impegno accanto alle imprese, e il presidente Prodi, perché «è molto importante per fare squadra avere accanto il presidente del Consiglio». Da quando è presidente di Confindustria Montezemolo ha organizzato 19 missioni all'estero, coinvolgendo 6mila aziende, per 30mila incontri faccia a faccia. «In tutti i Paesi dove siamo andati l'export italiano è cresciuto più della media europea, in alcuni più di Francia e Germania», ha detto il presidente degli industriali.
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