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IMPORT CINESE, DOPPI CONTROLLI

Il Sole 24 Ore - 10 ottobre 2007 Il monitoraggio delle dogane sostituirà il meccanismo delle quote di Enrico Brivio Bruxelles - Sarà un sistema di doppi controlli, attuato dalle dogane cinesi e italiane, a tenere sotto osservazione l'import tessile da Pechino in Europa su 8 categorie di prodotti a partire dal 2008, quando scadranno le attuali quote sull'import. Una vasta maggioranza di Paesi nel Comitato tessile Ue si è espressa a favore della proposta presentata dalla Comissione sul "doppio monitoraggio", propugnata da Italia, Francia e Spagna. Sul progetto, non si è più verificata la profonda spaccatura tra due schieramenti di Governi pressoché equivalenti, che aveva diviso i 27 Paesi nel 2005 sulle attuali quote. Solo quattro Paesi, ultraliberisti (Svezia, Danimarca, Paesi Bassi e - per altri motivi - la Repubblica Ceca) hanno votato contro il sistema di double check. A questo punto, forte dell'ampio consenso ottenuto dagli Stati Ue (oltre che dell'approvazione già data dal Governo cinese), la Commissione formalizzerà nei prossimi giorni la decisione definitiva. La soluzione prospettata sembra un ragionevole modo per limitare l'esplosione di importazioni cinesi e quei flussi commerciali disordinati che segnarono l'inizio della liberalizzazione del mercato tessile mondiale nel 2005, e portarono poi a concordare con Pechino, con fatica, le attuali quote temporanee decrescenti. L'obbligo per gli esportatori cinesi di chiedere alle autorità locali una licenza, poi controllabile in Europa, dovrebbe facilitare un commercio più ordinato. In caso di seri problemi, ha precisato Peter Power, portavoce del commissario Ue al Commercio Peter Mandelson, resterà la possibilità di invocare una «clausola di slavaguardia», in base alle regole Wto, ma si spera di non arrivare più a quel punto. Il ministro per il Commercio, Emma Bonino, ha salutato «con soddisfazione» l'approvazione da parte di molti Paesi «della misura più giusta per tutelare le imprese europee e i consumatori favorendo un passaggio graduale verso il libero commercio». Anche Michele Tronconi, presidente di Euratex, associazione dei tessili europei, ha sostenuto che «in assenza di quote dopo la fine del 2007, l'accordo offre il modo più pratico per contribuire a una transizione morbida», mentre Paolo Zegna, presidente Smi-Ati, ha osservato che l'accordo «è un'ulteriore dimostrazione che l'industria tessile-abbilgliamento moda italiana è per il rispetto degli accordi sottoscritti, ma è anche fortemente impegnata ad assicurare il massimo della trasparenza nel commercio internazionale». Le categorie soggette al doppio controllo saranno: t-shirt (2); pullovers (5); pantaloni da uomo (6); camicette (7); vestiti da donna (26); reggiseni (31); lenzuola (20) e filati di lino (115).





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