sito in fase di manutenzione: alcuni contenuti potrebbero non essere aggiornati
 
 novembre 2019 
LunMarMerGioVenSabDom
 123
45678910
11121314151617
18192021222324
252627282930 
CAMPAGNE
MISSIONI

CERCA:

Ministero degli Affari Esteri

Living together - Combining diversity and freedom in 21st-century Europe [Report of the Group of Eminent Persons of the Council of Europe] PDF DOWNLOAD >>

DOCUMENTARIO DEDICATO DA AL-JAZEERA ALLA LEADER RADICALE EMMA BONINO

Cookie Policy

>> Il Corriere della Sera


BETTINI: "BOICOTTARE LE OLIMPIADI". BONINO E INTINI FRENANO

Il Corriere della Sera - 14 ottobre 2007 di Gianna Fregonara ROMA - E se l'Italia boicottasse le Olimpiadi di Pechino per protestare per l'appoggio della Cina alla dittatura birmana? L'idea è venuta in mente a Goffredo Bettini, il presidente della Festa del Cinema di Roma ma soprattutto l'uomo-macchina di Walter Veltroni nella Capitale e nel Partito democratico. «La Cina - argomenta in un'intervista all'Unità - è il supporto fondamentale della dittatura birmana e l'Occidente è troppo prudente. Anche l'Italia continua a fare i suoi business come se nulla fosse. Non capisco come si possa, senza atti concreti da parte della Cina, andare serenamente a Pechino a festeggiare le Olimpiadi». Una riflessione che configura una virata non da poco rispetto alla linea politica della maggioranza e del governo di Romano Prodi. «E` un'idea sbagliata e priva del senso delle proporzioni», commenta esterrefatto il viceministro degli Esteri Ugo Intini. «La nostra linea di governo prevede soluzioni multilaterali, concordate con l'Unione europea o con l'Onu. E non si può dire che non siamo stati sempre molto fermi sui diritti umani. Credo che prima di parlare di boicottaggio bisogna riflettere bene sugli effetti dell'isolamento e sul fatto che del boicottaggio dell'Italia non si accorgerebbe nessuno se non i nostri atleti». Di parere opposto il vicepresidente della Camera Pierluigi Castagnetti (Pd) : «Lo sport non può far da supplente alla politica e tuttavia l'idea mi sembra buona: proponiamo al nostro comitato olimpico di fare sua l'idea e di proporla agli altri Paesi Ue». Il capogruppo di Rifondazione al Senato Giovanni Russo Spena propone che se ne faccia carico Massimo D'Alema: «Non la lancerei così, rischia di essere controproducente. Va fatto un lavoro diplomatico con gli altri Paesi e poi si vede. Le sanzioni, anche quelle economiche, possono essere pericolose perché cementano il popolo con il governo, come avvenne con il fascismo da noi». Non che in questi giorni l'Italia e l'Europa non si siano mosse a livello politico e diplomatico a favore della Birmania. Il premier ha anche scritto una lettera ai governi di Cina e India per chiedere un'iniziativa forte sulla giunta militare di Yangon per la riconciliazione interna dopo la protesta (e la strage) di monaci. Domani l'Unione europea deciderà le sanzioni al regime birmano. Ma certo quella pensata da Bettini sarebbe un`'iniziativa così eclatante, che sposta su un altro piano la risposta a Pechino e che fa tornare alla memoria i Giochi di Mosca boicottati dagli americani e dalla Germania Ovest (1980) e quelle di Los Angeles (1984) che registrarono l'assenza dì Urss, Germania Est e Cuba. Per l'Italia sarebbe una prima assoluta. A Mosca la squadra azzurra optò per un boicottaggio soft, rinunciando alla bandiera e agli atleti delle forze armate, mentre per la finale di Coppa Davis in Cile nel 1976, al tempo di Pinochet il dibattito sull'idea di non mandare gli atleti fu travolto dalla vittoria della squadra italiana. L'idea di lasciare a casa gli atleti per solidarietà con la Birmania suscita il sarcasmo del ministro del commercio estero Emma Bonino: «E contro la dittatura cinese verso i cinesi stessi cosa boicottiamo?», si domanda provocatoriamente. Del resto la linea scelta da Prodi e dal governo è quella di apertura - commerciale, soprattutto - a Pechino. in poco più di un anno di governo in visita in Cina sono andati Prodi (settembre 2006), subito dopo il ministro degli Esteri Massimo D'Alema e il vicepremier Francesco Rutelli. Anche il futuro leader del Pd Walter Veltroni è stato a Pechino l'anno scorso insieme ad una delegazione romana che ha firmato un accordo per manifestazioni culturali sulla Cina (compresa la Festa del cinema) l'anno prossimo in concomitanza coni Giochi.





Altri articoli su:
[ Asia ] [ Cina ] [ Commercio Estero ] [ Diritti Umani, Civili  & Politici ] [ Economia ] [ Estremo Oriente ] [ Globalizzazione ] [ Indocina ] [ Italia ] [ Birmania ] [ Unione Europea ]

Comunicati su:
[ Asia ] [ Cina ] [ Commercio Estero ] [ Diritti Umani, Civili  & Politici ] [ Economia ] [ Estremo Oriente ] [ Globalizzazione ] [ Indocina ] [ Italia ] [ Birmania ] [ Unione Europea ]

Interventi su:
[ Asia ] [ Cina ] [ Commercio Estero ] [ Diritti Umani, Civili  & Politici ] [ Economia ] [ Estremo Oriente ] [ Globalizzazione ] [ Indocina ] [ Italia ] [ Birmania ] [ Unione Europea ]


- WebSite Info