sito in fase di manutenzione: alcuni contenuti potrebbero non essere aggiornati
 
 novembre 2019 
LunMarMerGioVenSabDom
 123
45678910
11121314151617
18192021222324
252627282930 
CAMPAGNE
MISSIONI

CERCA:

Ministero degli Affari Esteri

Living together - Combining diversity and freedom in 21st-century Europe [Report of the Group of Eminent Persons of the Council of Europe] PDF DOWNLOAD >>

DOCUMENTARIO DEDICATO DA AL-JAZEERA ALLA LEADER RADICALE EMMA BONINO

Cookie Policy

>> Europa


PARTE DAL CINEMA IL RILANCIO DEI RAPPORTI TRA ITALIA E INDIA

Europa - 21 ottobre 2007 Ieri all'interno della festa di Roma il Business Forum tra imprenditori dei due Paesi di Franco Tempesta Continua serrato il dialogo con l'India. A livello governativo così come a livello imprenditoriale: da un lato la visita del ministro degli esteri Massimo D'Alema a New Delhi alcuni giorni fa per aggiornare temi di carattere politico come la riforma del Consiglio di sicurezza e l'ingresso dell'India nel club dei paesi nucleari; dall'altro, sul piano economico, sono oggi tangibili i risultati del viaggio che il presidente del consiglio Romano Prodi ha effettuato nel febbraio scorso. Le riunioni che ha tenuto in questi giorni a Roma una delegazione di imprenditori guidati da Armit Mitra, segretario generale della Federazione delle camere di commercio e industria dell'India, hanno confermato la volontà dei due paesi di non perdere lo slancio impresso alle relazioni bilaterali dalla volontà degli ambienti imprenditoriali e dei due governi sulla base della dichiarazione congiunta sottoscritta da Prodi e dal suo omologo Singh. Nel 2006 l'interscambio globale tra Italia e India è ammontato a 5.154 milioni di euro, ma le esportazioni italiane verso l'India si erano mosse a un ritmo inferiore di quelle indiane verso l'Italia. Il deficit del commercio bilaterale si era attestato su 814 milioni di euro, le esportazioni indiane sempre nel 2006 erano aumentate del 35,6%, mentre quelle italiane del 29,28%. Nel primo semestre dell'anno corrente si sta assistendo a un'inversione di tendenza nel senso che - fermo restando un importante sbilancio a carico dell'Italia (387 milioni di euro) - le esportazioni italiane hanno acquistato un dinamismo maggiore avendo registrato un aumento del 37% contro il 16% di quelle indiane. Ciò costituisce un deciso incoraggiamento all'azione già intrapresa dal governo nei settori che concorrono allo sviluppo delle relazioni economiche. Non è un caso che il Business Forum di ieri, presieduto dal ministro Emma Bonino, e che ha costituito il centro del programma della presente vista degli imprenditori indiani in Italia, si sia svolto all'interno della Festa del cinema di Roma. Infatti uno dei settori attorno ai quali ruota la politica di sviluppo delle relazioni bilaterali è proprio l'industria cinematografica. Anche grazie al raccordo di coproduzione audiovisiva del maggio 2005, ratificato quest'anno, i contatti a ogni livello non mancano e le prospettive si annunciano interessanti. Se si pensa che l'India produce oltre un migliaio di film all'anno si comprende quanto spazio vi sia per collaborazioni e coproduzioni con imprese italiane del settore. I mercati raggiunti dal cinema indiano sono numerosi e la possibilità di espansione è molto ampia. L'azione di penetrazione italiana in India è diversificata e incisiva e mostra che quando si mettono in campo sinergie tra il pubblico e il privato i risultati non tardano a venire. Di particolare utilità sì è dimostrato il meccanismo del Ceo forum, che vede riunirsi periodicamente attorno a un tavolo i responsabili delle principali aziende dei due paesi per ideare, assistere e controllare le iniziative e il loro stato di avanzamento. Ma i settori che interessano le nostre imprese non si limitano a quello cinematografico. Vi è una grande attenzione per la conservazione e lo sfruttamento sostenibile del patrimonio culturale, per il turismo, per I'agroalimentare, per l'industria dei pellami, per il tessile, la moda e l'abbigliamento, per la meccanica in generale, per l'ict - che presto dovrebbe costituire l'oggetto di una apposita visita imprenditoriale da parte italiana - per l'auto e la sua componentistica, per le infrastrutture, per la difesa e la ricerca scientifica, soprattutto nella fisica e in campo spaziale. Anche in India, come nella maggior parte dei paesi emergenti, le opportunità d'investimento sono molteplici, ma l'Italia stenta a inserirsi fra i grandi investitori. Le imprese italiane, non radicandosi sul territorio indiano, rischiano di legare la propria presenza economica più alla congiuntura che a una strategia di lungo periodo. Stati Uniti, Paesi Bassi, Giappone, Regno Unito, Germania e Francia ci precedono di diverse lunghezze. Da parte loro le imprese indiane hanno una presenza significativa in quegli stessi paesi, mentre in Italia hanno effettuato una dozzina di investimenti diretti, tra i quali si distingue l'importante operazione effettuata da Videocon per oltre 2 miliardi di dollari nel settore delle apparecchiature televisive. Le aziende italiane guardano con fiducia al mercato indiano: quelle che vi si affacciano ora e le imprese oramai lì radicate a vario titolo, come Fiat, Perfetti, Italcementi, Pirelli, Piaggio, Tecnimont, Luxottica, fra le altre. Dall'India gli operatori stranieri si aspettano l'eliminazione di barriere tariffarie e non tariffari e che spesso rendono particolarmente complicata la vita alle piccole e medie imprese italiane, non sempre sufficientemente attrezzate, come la legislazione in campo assicurativo e quella sanitaria. Con qualche preoccupazione gli investitori stranieri guardano anche all'eventualità che il governo indiano decida di introdurre nelle assunzioni quote riservate alle caste, argomento questo che non cessa di far discutere all'interno e che potrebbe - se attuato - costituire una non piccola complicazione anche di carattere socioculturale per le imprese attive su quel mercato. L'India è un paese emergente con una dinamica di sviluppo similare a quella cinese, ma, al contrario della Cina, con un sostrato politico economico dotato di una cornice democratica in grado di fornire sufficiente affidamento.





Altri articoli su:
[ Asia ] [ Commercio Estero ] [ Economia ] [ Globalizzazione ] [ India ] [ Italia ] [ Made in Italy ] [ Subcontinente indiano ] [ Unione Europea ]

Comunicati su:
[ Asia ] [ Commercio Estero ] [ Economia ] [ Globalizzazione ] [ India ] [ Italia ] [ Made in Italy ] [ Subcontinente indiano ] [ Unione Europea ]

Interventi su:
[ Asia ] [ Commercio Estero ] [ Economia ] [ Globalizzazione ] [ India ] [ Italia ] [ Made in Italy ] [ Subcontinente indiano ] [ Unione Europea ]


- WebSite Info