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SUL PACCHETTO SICUREZZA PARTE L'ASSALTO ALLA DILIGENZA

Il Sole 24 Ore - 26 ottobre 2007 Intesa lontana su anti-contraffazione e certezza della pena di Marco Ludovico Assalto alla diligenza del pacchetto sicurezza. Il provvedimento è ormai diventato un simbolo (o un feticcio) schiacciato da un carico sempre più pesante di interventi normativi d'ogni genere. Lo si è visto ieri, nella riunione tecnica a palazzo Chigi svoltasi per trovare gli accordi necessari a superare le frizioni del Consiglio dei ministri di martedì scorso. A confermare l'impressione di una metamorfosi del pacchetto sicurezza in provvedimento omnibus, sta il fatto che nell'incontro alla Presidenza del Consiglio c'erano i rappresentanti di una ventina di ministeri. «Sembra la Finanziaria-bis» dice uno dei presenti alla riunione. Di intese, al momento, ce n'è ben poche. Non desta problemi il disegno di legge delega per un testo unico sulle misure di prevenzione, in particolare quelle sui patrimoni dei mafiosi. Anche il Ddl sulla banca dati del Dna non dovrebbe subire intoppi. Ma qui cominciano le incertezze. Il testo sulla sicurezza urbana trova di sicuro l'opposizione, peraltro già messa in conto, dei ministri della sinistra radicale. Anche il testo proposto dal guardasigilli, Clemente Mastella, sulla certezza della pena e i reati di grave allarme sociale, sembra fortemente in discussione: per ora sembra certo che l'estensione della custodia cautelare a una serie di reati, così com'era stata prevista, sarà invece attenuata. Così come potrebbero uscire dal pacchetto le norme anti-contraffazione, vista l'opposizione di ministri come Ferrero e Bonino. Insomma, l'idea di «spacchettare» in quattro Ddl l'iniziale unico testo non sembra proprio risolutiva, anzi. A un certo punto si è perso il conto: da quattro sono diventati a cinque, sei, forse perfino sette testi di legge. Intanto si è aggiunto, almeno nelle intenzioni dì alcuni ministri come Antonio Di Pietro, il ripristino delle norme sul falso in bilancio abrogate nella scorsa legislatura. Ma pare che questo intervento sarà definito dopo il Consiglio dei ministri di martedì prossimo. Dovrebbe invece risolversi rapidamente l'altro intervento invocato da Di Pietro per abrogare «le leggi vergogna», con lo stop al dimezzamento dei tempi di prescrizione (ex legge Cirielli): potrebbe già approdare alla prossima riunione di governo. Sempre dal ministro delle Infrastrutture arriva la richiesta di introdurre l'esecuzione anticipata della pena dopo la sentenza di primo grado. E di decidere «alcune norme più urgenti» del pacchetto «che devono essere varate con decreto legge». Di Pietro, dunque, propone il «doppio binario», uno per le disposizioni «che devono entrare subito in vigore», l'altro per le rimanenti. Nonostante le sollecitazioni - fatte perfino, provocatoriamente, dall'opposizione - la strada del decreto legge appare estremamente improbabile. Come se non bastasse, nella riunione è spuntata perfino la proposta dell'Ambiente di inserire la riforma del corpo forestale dello Stato, oltre a creare un nucleo separato di tutela ad hoc. È stata poi avanzata dal ministero dello Sviluppo economico la richiesta di approvare disposizioni più severe contro il caporalato. Mentre il dicastero delle Pari opportunità ritiene importante inserire norme per estendere la protezione sociale, che oggi lo Stato accorda alle vittime dello sfruttamento sessuale con la concessione del permesso di soggiorno specifico, anche alle donne che subiscono maltrattamenti in famiglia (una denuncia in questo senso è stata fatta di recente dall'associazione delle donne del Marocco in Italia). Il ministro dell'Università, Fabio Mussi, dichiara sicuro: «Il pacchetto sicurezza martedì sarà approvato. Dato che è un complesso di norme ampio, ha meritato una discussione e una pausa di riflessione». Poi Mussi precisa che fin dalla riunione scorsa c'erano parti che raccoglievano consensi unanimi, come la banca dati Dna e il contrasto ai patrimoni dei mafiosi. Quanto al prossimo consiglio dei ministri, il titolare del Viminale, Giuliano Amato, intanto ha reso noto che «approveremo in via definitiva e, quindi, diventeranno immediatamente vigenti, i due decreti legislativi sul diritto d'asilo» che danno alla materia, sottolinea il ministro, «finalmente una disciplina civile». Per lunedì prossimo è previsto il pre-Consiglio, una nuova riunione in sede tecnica, e il protagonista rimane sempre il pacchetto sicurezza. La sua identità finale è però ancora difficile da immaginare.





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