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FRENATA UE CHE SA DI ANTICO SULLA PENA DI MORTE. BONINO: NON E' TEMPO DI RIGIDITA', ANDREMO AVANTI

Europa - 30 ottobre 2007 di Gabriella Monteleone E' convinzione diffusa che le battaglie, all'Onu, si vincono solo con alleati, possibilmente tanti alleati. Quella per la moratoria delle esecuzioni capitali non è neppure iniziata al Palazzo di vetro, ma già rischia di venire depotenziata dalla stessa Ue. «È più fragile» dice allarmata il ministro Emma Bonino volata a New York per sostenere l'iniziativa italiana ed accortasi invece dello stallo in cui rischia di arenarsi la risoluzione che va presentata «entro giovedì notte» e che invece, di fatto, ancora non c'è. Il perché è presto detto: venerdì scorso nel corso di una riunione alcuni paesi europei - Belgio e Olanda - si sono opposti al testo già elaborato presentando emendamenti più marcatamente abolizionisti della pena di morte, e ciò in risposta ad altri emendamenti presentati da un gruppo di paesi (tra cui Brasile, Messico e Filippine) che ne chiedevano un ammorbidimento propendendo per un'accentuazione della richiesta di moratoria. Vecchia storia, questa del fronte ultrabolizionista dei paesi del nord Europa (anche Amnesty International è della partita pur condividendo ora questa battaglia per la moratoria), che ripropone però lo schema che portò al fallimento della proposta di moratoria avanzata dall'Italia nel 1999. Sconta una posizione «ideologica», accusa la Bonino, soprattutto non aiuta la coesione attorno un consenso che deve essere il più largo possibile per vincere al Palazzo di vetro. «La situazione è molto tesa - dice il ministro - c'è qualche paese dell'Ue che non si rende conto che se l'Europa vuole dei partner poi li deve stare a sentire». Del fronte unico europeo in questa battaglia, la Farnesina ne ha fatto più di una questione di principio. Si è battuta per ottenerlo e ci era riuscita. Soddisfatti ma scettici sono rimasti invece i Radicali, che hanno sempre puntato più su una coalizione internazionale di paesi cosponsor (al momento sono 55) della risoluzione pro-moratoria. «L'Europa non è mai unitaria su nulla - ha detto infatti ieri la Bonino prendendo atto che il fronte Ue sembra sul punto di rompersi - andremo avanti comunque». E qui il ministro per il commercio internazionale e le politiche europee parla a nome del governo avendo avuto «contatti» con palazzo Chigi: la linea è che la solidarietà europea «ci sta a cuore» sì, ma non al punto da mettere a repentaglio se non affossare l'obiettivo. Lei non è tipo da lasciarsi frenare da questo intoppo, fa appello agli «amici dell'Ue a superare rigidezze, altrimenti anche stavolta l'iniziativa rischia di fallire», pronta comunque da qui a giovedì a tutta una serie di incontri bilaterali per salvare il progetto di moratoria. Insieme all'ex governatore Mario Cuomo e Gina Lollobrigida avrebbe dovuto presentare ieri il rapporto sulla pena di morte di Nessuno Tocchi Caino. Tutto rinviato. L'impegno prioritario è ancora, più che mai, costruire il consenso. E in fretta.





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