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DOCUMENTARIO DEDICATO DA AL-JAZEERA ALLA LEADER RADICALE EMMA BONINO

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MORATORIA, PARTE LA SFIDA ITALIANA

La Stampa - 2 novembre 2007 Presentata all’Onu la risoluzione contro la pena di morte: firme di 72 Paesi di Francesco Semprini New York - Lacrime e applausi hanno accompagnato l’annuncio tanto atteso: «La risoluzione sulla moratoria della pena di morte è stata depositata all’Onu». A darne notizia durante il congresso dei radicali italiani a Padova, è il ministro Emma Bonino, appena tornata da New York dove ha incontrato i rappresentanti di una trentina Paesi alla ricerca dei consensi necessari per depositare il documento prima della scadenza del 1 novembre. «Ce l’abbiamo fatta», ha detto la Bonino scoppiando in un pianto liberatorio accompagnato da cinque minuti di applausi. Oggi saranno invece i rappresentanti della comunità di Sant’Egidio a varcare la soglia del Palazzo di Vetro quando, insieme alla Coalizione mondiale contro la pena di morte, si recheranno dal presidente dell’Assemblea generale, Srgian Kerim, per consegnargli una richiesta di «moratoria globale» sottoscritta da 5 milioni di persone di 153 Paesi. «E un segnale del cambiamento e rappresenta un sostegno decisivo all’iniziativa spiega Mario Marazziti, portavoce della Comunità, secondo cui un consenso così ampio ed eterogeneo - è il segno che non si tratta di un’iniziativa solo. europea, ma che corrisponde a un sentire profondo del mondo. Non è una visione neocolonialista dei ricchi europei da imporre al mondo, è al contrario un nuovo standard morale». Cinque milioni di firme che conferiscono ulteriore legittimità a un’iniziativa avviata dal governo italiano ma che si innesta in una battaglia vecchia oltre un decennio. Le lacrime della Bonino sono lacrime di gioia ma anche di «stanchezza dovuta alla fatica di una maratona che dura dal 1994», aveva spiegato a New York presentando come testimone dell’iniziativa uno che di maratone se ne intende. E Stefano Baidini, campione olimpionico che correrà il 4 novembre i 42 chilometri tra i cinque quartieri della Grande Mela indossando i colori (bianco, rosso e nero) della Ong Nessuno tocchi Caino, impegnata contro la pena di morte. Il ministro Bonino ha compiuto la missione di ricucire lo strappo interno all’Ue causato da alcuni Paesi, tra cui Belgio e Olanda. Nonostante l’altalena europea il gioco di mediazioni ha permesso di raccogliere 72 adesioni. La parola passa ora alla III Commissione Onu dove alle divisioni tra potenziali sostenitori si aggiungono gli oppositori. Mentre Cina e Usa sembrano limitarsi al voto contrario, altri Paesi come Egitto, Singapore e alcuni caraibici sono determinati ad affondare la risoluzione con «emendamenti killer». C’è poi il Sud Africa, il cui consenso è cruciale per ottenere quello di altri Stati africani, e su cui pesano le relazioni con la Cina. Il voto della commissione è atteso tra il 14 ed il 29 novembre, e in caso di successo la risoluzione passerà all’Assemblea Generale a metà dicembre, in coincidenza con la presidenza di turno italiana del Consiglio di Sicurezza.





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