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DOCUMENTARIO DEDICATO DA AL-JAZEERA ALLA LEADER RADICALE EMMA BONINO

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ITALIA-CINA, CRESCE IMPORT-EXPORT

Italia Oggi - 6 novembre 2007 Emma Bonino: ampi margini per migliorare gli interscambi Crescita a doppia cifra, nei primi nove mesi del 2007, per le esportazioni italiane verso la Cina, con un ulteriore "significativo" incremento rispetto allo stesso periodo del 2006, pari all'11,9%. Anche le importazioni italiane dalla Cina sono cresciute del 25,1% annuo. Il nostro paese, inoltre, √® ai vertici dell'Unione europea per la quota di export. A fornire i dati √® stata il ministro del commercio internazionale, Emma Bonino, durante il forum economico "Italy-Jiangsu, China", che ha preso ieri il via in Confindustria, organizzato in occasione della missione internazionale della provincia cinese del Jiangsu in Italia, alla quale partecipano 120 imprese e 250 uomini d'affari. "Questa visita si colloca un anno dopo la grande missione imprenditoriale italiana in Cina", ha ricordato il ministro, "e nel corso del 2006, e anche secondo i dati del 2007, la Cina ha rappresentato il primo fornitore dell'Unione europea e il quarto destinatario dell'export". Il nostro paese con una quota dell'8,9% si colloca al terzo posto dietro Germania e Francia. Per quanto riguarda le importazioni complessive dalla Cina nell'Unione europea, l'Italia con una quota del 9,2%, √® al quarto posto dopo Germania (21,9%), Paesi Bassi e Regno Unito. Inoltre l'Italia ha raggiunto una quota di poco superiore ai 200 milioni di euro di investimenti diretti in Cina. "Non di meno, se raffrontata al totale degli investimenti stranieri e alla consolidata presenza di alcuni nostri partner, come i Paesi Bassi, la Gran Bretagna, la Francia e la Germania, la quota √® ancora esigua e al di sotto delle potenzialit√†", ha sottolineato la Bonino, "e ci sono quindi ampi margini per migliorare il nostro interscambio commerciale e per aumentare la nostra presenza in Cina e quella cinese in ltalia". Date le dimensioni della Cina, la Bonino ha cos√¨ sottolineato l'esigenza di un approccio pi√Ļ mirato, per singole province, nella cooperazione: "La vostra √® una delle province economicamente pi√Ļ sviluppate dell'intera Cina e ha fattori di sviluppo estremamente promettenti", ha detto la Bonino riferendosi alla regione Jiangsu, "√® sufficiente soffermarsi sulla posizione geografica e logistica che, unita alla prossimit√† fisica a Shanghai e alle politiche economiche che hanno favorito l'integrazione internazionale, rende il Jiangsu una provincia di primo piano nella proiezione internazionale dell'intera Cina". In dettaglio, nel 2006 il nostro export verso quest'area √® cresciuto a un ritmo del 31% fino a raggiungere il miliardo di dollari, mentre l'export totale del Jiangsu verso l'Italia √® stato pari a 2,2 miliardi di dollari, in crescita del 34%. I flussi di import-export con macchinari, materie plastiche, apparecchiature elettriche, metalli ferrosi e strumenti ottici "testimoniano il notevole livello di integrazione", ha aggiunto il ministro, "tra i due sistemi industriali". In questo quadro un ulteriore fattore di specularit√† √® rappresentato dal ruolo delle pmi: spina dorsale dell'economia italiana e asse portante della crescita economica del Jiangsu. "Il nazional√≠smno economico √® un danno per l'Italia cos√¨ come per la Cina", ha concluso il ministro, "e nessuno dei due governi lo deve perseguire. Missioni commerciali come quella di oggi sono perci√≤ determinanti per accrescere il nostro interscambio commerciale, per favorire lo scambio di esperienze e conoscenze e per permettere accordi imprenditoriali". Intanto ieri, nel pomeriggio, il presidente della Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, ha siglato un "Memorandum of Understanding" con il governatore della provincia del Jiangsu. II Jiangsu √® una delle province economicamente pi√Ļ dinamiche dell'intera Cina, ai primi posti per attrazione di investimenti diretti esteri, al secondo per reddito pro-capite e al terzo per valore del pil: nonostante vi risieda solo il 5,7% del totale della popolazione, il prodotto interno lordo della provincia nel 2006 ha rappresentato il 10% di quello dell'intera Cina, raggiungendo un valore complessivo di 252 miliardi di dollari (+14,9% rispetto al 2005).





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