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DOCUMENTARIO DEDICATO DA AL-JAZEERA ALLA LEADER RADICALE EMMA BONINO

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ACCESSO AI FARMACI IN TAILANDIA: RISPOSTA DELLA MINISTRA BONINO

Liberazione - 8 novembre 2007 Caro Direttore, ho preso atto con interesse, e non senza preoccupazione, degli argomenti evocati nella lettera che mi è stata rivolta pubblicamente su Liberazione, sull'accesso ai farmaci in Tailandia. Ho sempre guardato con estrema attenzione al problema di conciliare un diritto fondamentale della persona quello dell'accesso alle cure necessarie - con gli interessi delle aziende che investono risorse spesso ingentissime in attività di ricerca e sviluppo, con l'obiettivo di sconfiggere o attenuare malattie terribili e pandemie. Ho ricostruito anche grazie alla vostra sollecitazione i termini dell'intervento del Commíssario al Commercio, Peter Mandelson presso le autorità tailandesi. Nelle due lettere in questione, che datano rispettivamente di luglio e settembre 2007, Mandelson contesta in particolare al governo di Bangkok di utilizzare licenze obbligatorie per produrre un quantitativo di medicinali con brevetto, "costringendo" le industrie farmaceutiche che commercializzano in Tailandia ad offrire i medicinali ad un prezzo al di sopra del costo dei medicinali generici, anche se non oltre il 5%. Il farmaco in questione, tuttavia - l'unico espressamente menzionato dal Commissario in queste corrispondenze - è un anticoagulante, prodotto da una società francese (Sanofi-Aventis) e destinato a curare malattie cardiache non trasmissibili. Si tratta quindi, di un medicinale che non rientra nei cosiddetti "farmaci salvavita", ovvero quelli destinati a curare pandemie come l'Aids, la malaria o la tubercolosi e per le quali, alcuni governi, come l'India e il Sud Africa operano grazie ad un accordo/deroga raggiunto in sede Wto sui diritti di proprietà intellettuale. Questa deroga all'accordo TRIPs, ratificata dal Parlamento Europeo pochi giorni fa, è oggi una realtà molto positiva: lo scorso 4 ottobre a Ginevra il Canada, primo fra i Paesi Wto, ha notificato una licenza obbligatoria, autorizzando un'impresa farmaceutica a produrre una versione generica di un medicinale sotto brevetto per la cura dell'Aids, il TriAvir, finalizzata all'esportazione in Ruanda. Da una prima analisi, queste condizioni non sembrano presenti nel caso tailandese. Il Commissario Mandelson ha scritto per due volte al governo di Bangkok per sollecitare discussioni dirette con i detentori del diritto, in particolare con l'industria produttrice, anche al fine di stabilire una partnership che assicuri a lungo termine benefici alla popolazione. Ricorrere all'uso di licenze obbligatorie per una questione meramente relativa al prezzo del medicinale costituirebbe in realtà un precedente suscettibile di minare il sistema dei brevetti, e quindi di disincentivare fortemente gli investimenti in ricerca e sviluppo, indispensabili per garantire il miglioramento delle condizioni di salute di tutti i popoli, non solo nei Paesi industrializzati. Agli amici che mi hanno indirizzato la lettera pubblica sul suo giornale, non esito a ribadire che l'argomento sollevato è importante e mi sta molto a cuore. Resto determinata, per le funzioni ministeriali che esercito ma anche da rappresentante politico attento alle vicende dei Paesi in via di sviluppo, a vigilare sui temi dell'accesso ai farmaci "salvavita", e continuerò a farlo anche nel caso della Tailandia. Restiamo vigili, senza paraocchi ma senza pregiudizi. E` importante per tutti riuscire a conciliare il diritto sacrosanto alla salute dei poveri del mondo con l'esigenza di assicurare una ricerca economicamente sostenibile. Non è un'impresa impossibile. Emma Bonino Ministro per il Commercio Internazionale e le Politiche Europee





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