sito in fase di manutenzione: alcuni contenuti potrebbero non essere aggiornati
 
 dicembre 2019 
LunMarMerGioVenSabDom
 1
2345678
9101112131415
16171819202122
23242526272829
3031 
CAMPAGNE
MISSIONI

CERCA:

Ministero degli Affari Esteri

Living together - Combining diversity and freedom in 21st-century Europe [Report of the Group of Eminent Persons of the Council of Europe] PDF DOWNLOAD >>

DOCUMENTARIO DEDICATO DA AL-JAZEERA ALLA LEADER RADICALE EMMA BONINO

Cookie Policy

>> La Repubblica


L’ITALIA SARA’ RICORDATA PER QUESTO

La Repubblica - 16 novembre 2007 La gioia del ministro del Commercio estero Bonino, da anni in prima fila nelle battaglie contro la pena capitale di Francesca Caferri Roma - Nessuna bottiglia stappata - «le teniamo per dicembre, magari...» - ma la certezza di aver contribuito a un risultato che non esita a definire «storico». Emma Bonino, ministro del Commercio estero e delle Politiche comunitarie, ma ieri soprattutto militante radicale, da sempre con il suo partito si batte per mandare in soffitta la pena di morte: il suo ruolo nella battaglia per portare la moratoria alle Nazioni Unite è stato decisivo. Felice, signora ministro? «Certo, felice. E soddisfatta. Questa risoluzione di moratoria per me è paragonabile all`inizio delle procedure che portarono all`abolizione della schiavitù o della tortura. È un passo importante in un procedimento lungo che è destinato a segnare il diritto internazionale e la nostra società. Il suo peso è provato dal fatto che la battaglia per arrivare fin qui è stata durissima: solo in Europa abbiamo considerato scontato questo risultato, perché noi abbiamo abolito la pena di morte da tanto. Ma la resistenza incontrata da parte di tanti paesi ci deve far capire quanto sia stato difficile arrivare fino a qui». Qual è stata la carta vincente rispetto al passato? «A mio avviso sono state due: il governo italiano, che è il leader riconosciuto di questa battaglia, ha fatto bene a puntare sulla moratoria e a non puntare tutto sull`abolizione. Su questo scoglio ci eravamo arenati e avevamo perso 13 anni fa. Questa volta abbiamo sottolineato l`importanza della moratoria non come diminuzione rispetto all`abolizione ma come passaggio fondamentale. La seconda è stata il fatto di portarsi dietro, come firmatari e co-sponsor, paesi diversissimi, dalle Filippine al Brasile alla Costa d`Avorio fino alle nazioni islamiche come il Marocco e l`Algeria: abbiamo fatto in modo che questa non sembrasse e non fosse solo un`azione europea, ma collettiva. In questo senso lo sforzo del governo italiano, e mi lasci dire dei radicali, è stato enorme. Cito solo un ultimo episodio: il vertice di mercoledì ad Alghero con l`Algeria. La pressione mia, di Prodi e di D`Alema sul presidente Bouteflika ha fatto sì che egli stesso, di sua mano, in quella sede spostasse l`Algeria dal gruppo dei paesi astenuti a quello dei cosponsor». Che peso hanno avuto la società civile, i media, le campagne di piazza nell`arrivare fino a qui? «Un ruolo importante. Ognuno ha fatto la sua parte: il governo certo, ma anche chi ha raccolto firme, chi ha corso con la nostra coccarda, chi ha portato la questione in Parlamento, al Parlamento europeo, nei comuni. E chi, come i radicali, ha messo a disposizione di questa campagna non solo gli attivisti in piazza ma anche un gruppo dirigente che ormai è formato alle battaglie internazionali, sa come muoversi perché ha alle spalle esperienze come la campagna per la creazione del Tribunale penale internazionale». Che succede ora? «Per tradizione i voti delle commissioni sono ratificati dall`Assemblea generale. Ma in tutta questa storia di tradizionale non c`è stato quasi nulla, quindi non mi sbilancio. La risoluzione dovrebbe comunque arrivare in Assemblea a dicembre, quando l`Italia avrà la presidenza del Consiglio di sicurezza Onu, quindi sarà seguita ai massimi livelli dalla nostra diplomazia». Ora festeggia? «No, ora preparo il Consiglio dei ministri di domani (oggi per chi legge ndr.). Per la festa aspettiamo: ma posso dirle che sono certa che questa sarà una di quelle cose per cui l`Italia sarà ricordata nel mondo».





Altri articoli su:
[ Diritti Umani, Civili  & Politici ] [ Italia ] [ ONU ] [ Pena di morte ] [ Unione Europea ]

Comunicati su:
[ Diritti Umani, Civili  & Politici ] [ Italia ] [ ONU ] [ Pena di morte ] [ Unione Europea ]

Interventi su:
[ Diritti Umani, Civili  & Politici ] [ Italia ] [ ONU ] [ Pena di morte ] [ Unione Europea ]


- WebSite Info