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DOCUMENTARIO DEDICATO DA AL-JAZEERA ALLA LEADER RADICALE EMMA BONINO

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IL MINISTRO BONINO: “OGNI SFORZO PER L’INTEGRAZIONE”

Il Gazzettino - 20 novembre 2007 di Paolo Navarro Dina Integrazione politica, sviluppo dell’economia, rapporti con le aziende italiane, ma anche legami culturali e riscoperta dei valori storici tra Italia e Turchia. Sguardo d’insieme tra due penisole: quella italiana e quella anatolica. Ed è stato proprio partendo dai percorsi storico-culturali che, ieri mattina, a Trieste si è tenuto, dopo un anno di appuntamenti distribuiti sul territorio del Friuli Venezia Giulia il forum “La Turchia in Europa” che, accanto ad operatori economici e culturali, ha offerto la possibilità di una riflessione sul ruolo di Ankara in previsione di un futuro ingresso nell’Unione Europea dopo un negoziato che si preannuncia tutt’altro che facile. Ed è toccato al ministro per le Politiche Europee e del Commercio Internazionale, Emma Bonino fare il punto della situazione: “La Turchia è una cartina di tornasole per il nostro futuro e quello dell’Unione Europea. Anche perché questo Paese gode già di una “special partnership”: siede nella Nato e al Consiglio d’Europa. E’ del resto evidente che l’ingresso di Ankara nella Ue non è una questione come tutte le altre. Ci sono 80/90 milioni di cittadini, musulmani. E’ evidente il peso politico. La Turchia non è Malta, non è la Lituania. Si tratta di riflessioni che non dobbiamo nasconderci. Lo sconvolgimento degli equilibri tradizionali risulterebbe evidente. Ma tutto ciò deve basarsi sulla volontà di dialogo. E mi chiedo: è più prudente per l’Europa avere al Turchia al proprio fianco oppure no? Ma ai turchi dico: aiutateci ad aiutarvi sui diritti civili e sulla libertà di stampa ad esempio”. Al ministro ha fatto eco il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Riccardo Illy che, insieme a Bonino, ha firmato anche un accordo quadro in materia di internazionalizzazione. “LA Turchia può dare un contributo importante al nostro continente – ha detto – e non solo per la sua potenzialità economica, ma anche per dare maggiore competitività e offrire maggiore concorrenza. Dobbiamo aiutare la Turchia a diventare membro dell’Ue anche per elevare il grado di sviluppo in seno all’Europa”. Durante il convegno si è parlato anche del progetto di restauro di villa Tarabya, sede estiva dell’ex ambasciata d’Italia a Istanbul, gioiello d’inizio Novecento, in stile liberty, progettata dall’architetto udinese Raimondo D’Aronco nel 1906. nel dibattito è stato lanciato un vero e proprio appello agli enti locali per un piano di ristrutturazione che riconsegni l’edificio all’uso. Il primo progetto, con la partecipazione di Finmeccanica e Italcementi, proseguirà con l’allestimento di un vero e proprio cantiere al quale verranno invitate a partecipare le aziende italiane di settore.





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